Milano – Sarebbero meno di quanti se ne contano sulle dita di una mano, i medici radiati dall’Ordine di Milano per "fatti non dolosi connessi alla pandemia" che potrebbero chiedere la reiscrizione entro 60 giorni dall’entrata in vigore della riforma delle professioni sanitarie, ammesso e non concesso che l’emendamento approvato dalla maggioranza di centrodestra l’altro ieri in Commissione Affari sociali della Camera, su proposta della deputata di FdI Alice Buonguerrieri, sopravviva ai successivi passaggi parlamentari. E alla bufera, scatenata a tutti i livelli della comunità scientifica e non solo all’idea di un’“amnistia“ a beneficio di chi, durante un’emergenza sanitaria senza precedenti a memoria di vivente, propalava notizie false sui vaccini, teorie e in alcuni casi pseudoterapie che avrebbero potuto o hanno contribuito a danneggiare i pazienti.
Bertolaso: spero che ci ripensino
"Speriamo che lo ritirino, c’è tutto il tempo per ripensarci – osserva l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, tecnico in quota Lega ma soprattutto medico –, perché mi pare un pessimo segnale per tutti quelli che durante il Covid hanno dato l’anima, e anche di più, per cercare di contrastare questa epidemia. Passare un colpo di spugna una serie di vicende dolorosissime lo trovo assolutamente inaccettabile, ed è magari anche uno dei motivi per cui alcuni dei nostri medici invece di lavorare in Italia se ne vanno all’estero, portando avanti purtroppo questo trend che certo non ci fa piacere e non ci fa neanche fare bella figura".










