I camici bianchi no vax radiati torneranno a essere iscritti negli albi professionali. Si sposta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia alla Commissione Affari sociali il nuovo fronte dello scontro politico sul Covid-19. A far discutere è l’approvazione di un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, che introduce la possibilità di chiedere la reiscrizione all’Albo per i professionisti radiati in relazione a fatti non dolosi connessi alla pandemia, in presenza di specifiche condizioni procedurali.
L’emendamento, a prima firma della deputata Alice Buonguerrieri, non dispone un reintegro automatico. La norma prevede infatti una finestra di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge per presentare un’istanza di reiscrizione, limitatamente ai casi in cui sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Se la radiazione è invece conseguenza di una condanna penale, la richiesta potrà essere avanzata solo dopo l’eventuale riabilitazione.
La proposta ha però provocato un’immediata levata di scudi nel mondo sanitario. La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici parla di un’”ingerenza ingiustificata” e di una “delegittimazione di chi è preposto a difendere il Codice deontologico”. Il presidente Filippo Anelli ha definito il provvedimento “un affronto alle vittime e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”, ricordando che la radiazione rappresenta la sanzione disciplinare più grave e viene adottata soltanto come extrema ratio nei confronti di chi si pone fuori dalla comunità scientifica.










