La fiducia nelle notizie si indebolisce, l'online rafforza il primato delle fonti usate settimanalmente, è aperto il tema dei motori di ricerca e del 'click through' cioè l'andare alle fonti originali, avanza il fenomeno dei 'newsinfluencer' ossia i creatori di contenuti che si occupano di informazione e dei chatbot di intelligenza artificiale. Sono i risultati principali del Digital News Report Italia, l'indagine sull'informazione nel nostro paese condotta dal Master in Giornalismo 'Giorgio Bocca' dell'Università di Torino sui dati del Reuters Institute che ogni anno, da 15 anni, scatta la fotografia all'editoria mondiale.

"In Italia storicamente la fiducia nelle notizie è bassa, inferiore alla media dei paesi dell'Europa occidentale, nel nostro paese non sono ben viste le notizie eccessivamente influenzate dalla politica e dagli interessi dei proprietari dei media. I brand percepiti come più neutrali raccolgono maggiore fiducia", spiega all'ANSA Alessio Cornia, professore alla Dublin City University e Research Associate at the Reuters Institute for the Study of Journalism. Cura la parte italiana del Rapporto Reuters e l'analisi dei dati del nostro Paese insieme a Marco Ferrando, Paolo Piacenza e Celeste Satta del Master in Giornalismo 'Giorgio Bocca' dell'Università di Torino.