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4 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:48

Una rivoluzione che è già iniziata e che nel giro di tre anni farà crollare il traffico internet dei siti di informazione del 43%. Alla base del cambiamento, drastico, ci sono intelligenza artificiale e influencer, che spingono sul formato video e rendono vulnerabile la sostenibilità economica. La via d’uscita, e per salvarsi, può essere rappresentata da “distintività umana e autorevolezza” e la revisione degli accordi con i big del settore. A tracciare lo scenario è un rapporto del Reuters Institute condotto tra 280 leader digitali in 51 Paesi, tra novembre e dicembre 2025, che avanza le previsioni per il 2026. “Le preoccupazioni – si legge – si concentrano su AI Overview di Google che ora appare in cima a circa il 10% dei risultati di ricerca negli Stati Uniti e si sta rapidamente diffondendo altrove”. In pratica, i motori di ricerca stanno diventando “answer engines” cioè interfacce che rispondono direttamente nei risultati di ricerca riducendo la necessità di cliccare sui siti di notizie. Motivo per cui in Italia gli editori riuniti nella Fieg hanno chiesto all’Agcom di aprire un procedimento nei confronti di Big G. Il monitoraggio del Reuters Institute si innesta sul dato della società di analisi Chartbeat, secondo cui il traffico da Google verso oltre 2.500 siti sarebbe già sceso del 33% tra novembre 2024 e novembre 2025 a livello globale, -38% negli Usa.