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L’auto elettrica continua a dividere. Costa, richiede infrastrutture, pesa sulle scelte industriali e non può essere trattata come una religione tecnologica. Ma in piena crisi petrolifera, con il Medio Oriente che fa tremare i mercati dell’energia, il tema assume anche un’altra dimensione: quella della sicurezza nazionale. È da qui che Motus-E rilancia la partita, presentando a Roma il nuovo “Libro Bianco sulla mobilità elettrica” durante la conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”.
Ypsilon e la passione Lancia per il rally
Secondo l’associazione, che riunisce operatori della filiera elettrica, al 2035 l’Italia potrebbe ridurre le importazioni di greggio tra 34,6 e 41,5 milioni di barili l’anno. Tradotto in denaro, il beneficio viene stimato tra 2,4 e 2,9 miliardi di euro annui. Numeri che non cancellano i dubbi degli automobilisti, né i ritardi della rete di ricarica, ma che spostano il confronto dal terreno ideologico a quello più concreto della bolletta energetica del Paese.








