| 16 Giugno 2026 18:02 |
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(Adnkronos) – “Da anni la definizione di sindrome dell’ovario policistico (Pcos) era obsoleta, per due motivi: prima di tutto perché non si tratta di cisti ovariche ma di uno sviluppo follicolare arrestato nella sua fase di crescita; in secondo luogo perché, come già spiegato nella pubblicazione della nostra società Egoi-Pcos del 2023, si tratta di una malattia endocrino-metabolica, quindi sono le alterazioni metaboliche e l’insulina, prima di tutto, alla base dell’eziopatogenesi di quella che è stata ridefinita Pmos”, sindrome ovarica poliendocrino-metabolica. Così Vittorio Unfer, presidente Egoi-Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos) commenta la recente pubblicazione su ‘The Lancet’, “da parte dell’amica professoressa Helena J Teede, membro dell’Eshre – European society of human reproduction and embryology, importante società internazionale che ha iniziato il percorso che come Egoi-Pcos abbiamo intrapreso anni fa”. L’obiettivo è “arrivare dove noi siamo già, cioè a elaborare nuovi criteri diagnostici e un razionale terapeutico – spiega Unfer – Attualmente l’Eshre non ci ha dato indicazioni, ha cambiato semplicemente il nome, ha fatto un primo passo. La nostra società scientifica si trova molto più avanti – chiarisce – perché Eshre, essendo internazionale, ha una gestione più complessa e molto lenta”.














