Prenotare i biglietti aerei online spesso può risultare complicato: tariffe che cambiano improvvisamente mentre ci si avvicina al pagamento, per effetto dell’uso di algoritmi, pop-up aggressivi per non farvi viaggiare separati da amici e parenti, e l'obbligo di scaricare l'ennesima applicazione solo per mostrare un QR code all'imbarco.Un labirinto di dark pattern, di “trucchi” usati per spingere gli utenti a spendere di più, che l’Unione europea ha deciso di “svelare”. Dopo oltre dieci anni di stallo politico causato dalle pressioni delle lobby del trasporto aereo e dalle divisioni tra gli Stati membri, il voto unanime della delegazione del Parlamento europeo segna un punto di svolta. "Il Parlamento ha promesso ai passeggeri che i loro diritti sarebbero stati protetti. E abbiamo mantenuto la promessa”, ha dichiarato il relatore della misura Andrey Novakov.La fine del “Dynamic Pricing” sui bagagliLa novità più importante riguarda il bagaglio a mano (lo zaino o la borsa piccola da riporre sotto il sedile). Compagnie aeree, siti intermediari e motori di ricerca specializzati nei viaggi avranno l'obbligo di mostrare il prezzo del biglietto comprensivo del bagaglio a mano fin dal primo secondo della prenotazione. Finisce dunque l'era del prezzo "esca" che raddoppia alla fine della prenotazione. Il bagaglio a mano diventa lo standard: le compagnie potranno offrire tariffe ridotte solo come opzione per chi sceglie esplicitamente e volontariamente di viaggiare senza niente.Stop ai ricatti su app e cambio nomeIl Parlamento europeo ha imposto una forte tutela della digital privacy e dell'accessibilità dei passeggeri, scardinando l'obbligo di cedere i propri dati per viaggiare. In caso di ritardo o cancellazione, le istruzioni per il rimborso dovranno essere inviate via email o sms entro 4 giorni. Le compagnie non potranno obbligare il passeggero a creare un account sul loro sito o a usare la loro app per richiedere i soldi o per ricevere le informazioni.La carta d'imbarco è un diritto, compresa quella cartacea: il pass digitale dovrà essere emesso automaticamente al check-in senza obbligo di app dedicate. Inoltre, viene vietato qualsiasi supplemento per chi preferisce stamparlo a casa e le compagnie non potranno rifiutare l'imbarco a chi si presenta con la versione cartacea.E, ancora, correggere un refuso nel nome sul biglietto non sarà più un lusso. Le compagnie non potranno più applicare tariffe di "modifica" per semplici errori di digitazione.La stretta su algoritmi e risarcimentiL'accordo interviene anche sulla logica degli algoritmi per l’assegnazione dei posti, spesso programmati per separare i gruppi di viaggio al fine di monetizzare la scelta del posto a sedere. Le compagnie aere saranno obbligate a far sedere vicini gratuitamente minori di 14 anni almeno uno dei genitori (o accompagnatori). E il diritto all'assegnazione gratuita del posto adiacente si applica alle donne in gravidanza e alle persone con disabilità o mobilità ridotta.Riguardo agli indennizzi restano confermati il diritto al rimborso o al re-indirizzamento in caso di cancellazione e risarcimenti in denaro (da 250 a 600 euro a seconda della distanza) per ritardi superiori alle tre ore.Entro 4 giorni dal disservizio, la compagnia dovrà inviare istruzioni digitali chiare per chiedere il rimborso. I passeggeri non dovranno essere obbligati a creare un account utente o a scaricare l'app ufficiale della linea aerea per completare la procedura o per ricevere la carta d'imbarco. E il viaggiatore avrà 9 mesi di tempo per fare richiesta; la compagnia avrà l'obbligo di pagare (o motivare il rifiuto) entro 30 giorni. Se un passeggero con mobilità ridotta perde il volo perché l'assistenza aeroportuale non lo ha portato al gate in tempo, la compagnia aerea sarà obbligata a risarcirlo, trovargli un posto su un altro volo e assisterlo.Ma per le compagnie aree ci sono vie di fugaPer le compagnie aeree c’è una via d'uscita per evitare i risarcimenti: le circostanze eccezionali. L'accordo introduce un elenco aperto che include disastri naturali, guerre, condizioni meteo proibitive, scioperi dei controllori di volo o dei servizi di terra e passeggeri indisciplinati. Se il ritardo è causato da terzi, la compagnia non paga il risarcimento monetario, ma resta obbligata a fornire cibo e alloggio.E prima di vedere la luce le nuove regole dovranno passare il vaglio del Consiglio Ue e poi essere vidimate dalla plenaria del Parlamento per la ratifica definitiva. Si punta a chiudere la partita entro sei settimane, con la possibilità di una proroga di ulteriori due. Il Parlamento europeo prevede di votare l'accordo durante la sessione plenaria di luglio.In calo i prezzi dei biglietti aerei (ma non per tutti)Intanto la crisi in Medio Oriente sta impattando sul costo dei biglietti aerei che paradossalmente stanno scendendo. “La minore domanda di viaggi all'estero legata all'emergenza jet-fuel e alla possibilità di vedersi cancellato il volo ha portato ad una forte riduzione delle tariffe aeree, che scendono in media del -3,4% rispetto allo scorso anno con punte del -13,5% per i voli nazionali", sottolinea il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso. Di contro si segnala un’impennata dei prezzi per alberghi e motel (+3,5% su anno) villaggi vacanze, e campeggi (+5,4%). Per un pacchetto vacanza tutto compreso la crescita dei prezzi è del 3,7%, mentre i traghetti rincarano di quasi il 6% a causa del carburante alle stelle. Per i treni +0,8%, bus e pullman +1,2%, noleggio mezzi e sharing +1,4%.Ma l’Antitrust ha avviato il 4 giugno un’istruttoria (con procedimento cautelare urgente) sulla low cost Volotea. Sotto accusa il meccanismo che ricalcolava il prezzo del biglietto in base al petrolio Brent a soli 7 giorni dalla partenza. Al centro dello scontro c'è una policy dal nome decisamente ironico: "Promessa di Fair Travel" introdotta per fare fronte ai rincari del carburante legati alla crisi in Medio Oriente.La compagnia applica una sorta di tariffazione dinamica posticipata, legando il costo del biglietto all'andamento del Brent (il benchmark petrolifero globale). Di fatto il consumatore compra il biglietto al prezzo standard mostrato sul sito, a 7 giorni dalla partenza, Volotea controlla l'ultimo dato disponibile sul costo del Brent e se il greggio è salito, la compagnia applica una modifica unilaterale del prezzo, chiedendo un supplemento obbligatorio compreso tra i 6 e i 14 euro per passeggero e per tratta. A quel punto, il viaggiatore si ritrova davanti a un bivio asimmetrico: pagare oppure può rifiutarsi e scegliere di modificare il volo gratuitamente o cancellarlo. Con un enorme "però": il rimborso non in denaro sul conto corrente, bensì sotto forma di crediti Volotea (un voucher da spendere di nuovo con loro). E se il passeggero ignora o non ha visto l'email? Volo cancellato d'ufficio e nessun diritto al rimborso.