Per la scelta di un posto a bordo, per un trolley, per la modifica della partenza. Ma anche per un check-in serale, un saltafila, una vista panoramica e perfino, per un ingrediente nel piatto di un menù. Benvenuti nell'era dell'extra. Una pratica sempre più diffusa, che propone una tariffa base (il più delle volte, stracciata) per migliorare, via via, l'esperienza del malcapitato cliente con i cosiddetti “servizi ancillari”. Ovvero gli accessori che, poi, tanto accessori non sono più. Un fenomeno in forte aumento, in particolare nei trasporti ma non solo. Vediamo, capitolo per capitolo, quanto pesano i costi “invisibili” di accessori e supplementi su una vacanza. Che cosa cambierà con le nuove regole europee per il trasporto aereo. E quanto è possibile risparmiare. Oramai, infatti, non tutti gli “extra” sono evitabili. Il “drip pricing”: sempre più servizi venduti separatamente Il metodo del “drip pricing” o “prezzi alla goccia” è sempre più utilizzato nei processi di acquisto online. La tecnica è semplice: alla tariffa standard visualizzata inizialmente si applicano costi aggiuntivi, in genere in ritardo rispetto alla prima schermata o alla fine (per esempio, come spese di servizio o di spedizione). Il governo britannico ha valutato l'effetto del “drip pricing” online a fine 2023, monitorando gli acquisti di beni o servizi in quattro settori: commercio al dettaglio, alberghiero, intrattenimento, trasporti e telecomunicazioni. Ebbene, la quasi totalità dei 525 siti esaminati prevedevano almeno una fee aggiuntiva. Rispetto al prezzo base selezionato dal consumatore, il costo finale lievitava grazie a un groviglio di extra in parte obbligati (per esempio, la commissione sulla prenotazione), in parte accessori (come la scelta di un posto). Risultato? Secondo le stime, questa pratica induce i consumatori inglesi a spendere online un extra fra 595 milioni e 3,5 miliardi di sterline ogni anno. «Il fenomeno non è del tutto nuovo ma negli ultimi dieci anni si è intensificato notevolmente grazie alla diffusione delle piattaforme digitali e dei comparatori online», spiega Danilo Zatta, senior equity partner di Implement Counsulting Group. «In un mercato dove il cliente confronta decine di offerte in pochi minuti, il prezzo inizialmente visualizzato diventa il principale fattore di attrazione. Di conseguenza, molte aziende hanno progressivamente spostato una quota crescente dei ricavi dal prezzo base verso servizi aggiuntivi proposti nel corso del processo di acquisto. Una strategia più evidente nel trasporto aereo. Compagnie come Ryanair, easyJet e Wizz Air hanno costruito una parte significativa del proprio modello di business sui ricavi ancillari. Oggi, il prezzo pubblicizzato copre spesso soltanto il trasporto del passeggero mentre servizi come il trolley in cabina, la scelta del posto, l'imbarco prioritario, la modifica della prenotazione, l'assicurazione di viaggio o il bagaglio da stiva sono separati». Voli aerei: occhio a posto e bagaglio Per un consumatore, il conto diventa salato. Basti pensare che, secondo RimborsoAlVolo società specializzata nell'assistenza ai passeggeri del trasporto aereo, per un bagaglio a mano nella cappelliera (qualcosa che, più o meno, ognuno ha al suo seguito quando viaggia) si possono spendere fino a 75 euro in più (a seconda dell'alta o bassa stagione). Da sola, questa voce costa ai viaggiatori in Europa circa 10 miliardi di euro all'anno. E continuerà a essere così almeno fino all'entrata in vigore delle nuove regole europee che prevedono di includerlo gratis nel prezzo del biglietto (vedi sotto). Una recente rilevazione di Altroconsumo, simulando una partenza per una vacanza quest'estate su 60 voli operati dalle cinque principali low-cost presenti in Italia, ha calcolato che per scegliere dove sedersi a bordo ci vogliono, in media, fra 6 e 15 euro in più. Ma si può arrivare fino a 32 euro e, per una poltrona più comoda, a 42 euro. Rispetto all'estate 2025, il rincaro più consistente è proprio la scelta del posto standard (in media, il 42% in più). Mentre la scelta di un posto “premium” o più confortevole è lievitato del 10%. Per un bagaglio a mano tipo trolley occorre sborsare fino a 45 euro per uno da stiva piccolo 51, per uno da imbarcare più grande 80 euro. Secondo la ricerca, in molti casi, i servizi aggiuntivi costano più del volo stesso. Il rincaro medio massimo registrato rispetto alla tariffa iniziale raggiunge 316% in più, con punte che toccano il 414% in più. Una tratta Milano-Barcellona da 16 euro sale a 29 solo con l'aggiunta del trolley. Un volo Ibiza-Milano Malpensa cresce da 25 euro a 124, ben cinque volte il prezzo iniziale, per una valigia e la scelta del posto. «Non è più così facile confrontare le offerte e il conto finale» spiega Eliana Guarnoni, esperta di Altroconsumo che ha curato l'indagine. «Anche le compagnie tradizionali stanno ormai abbracciando questo modello, con le tariffe light o superlight e i servizi accessori a parte. Bisogna fare molta attenzione a verificare tutto e mai fermarsi al prezzo nella schermata iniziale: per conoscere il costo reale del viaggio bisogna tenere conto almeno di posto e bagaglio». Altri costi extra possono essere la modifica del nominativo del passeggero (50 euro o più), il check-in in aeroporto se non effettuato online (l'addebito oscilla fra 20 e 60 euro), un bagaglio extralarge (75 euro o più a seconda della compagnia). In questo caso, se sapete di avere una valigia grande o pesante, il suggerimento è acquistare comunque il servizio al momento della prenotazione (fatto in aeroporto, può tradursi in un salasso). La tariffa “a pacchetto” fa risparmiare? Non sempre è vero Per evitare spiacevoli sorprese, talvolta è consigliato l'acquisto del pacchetto che può sforbiciare circa il 20% del prezzo. Ma, anche in questo caso, occhio: il “tranello” può essere dietro l'angolo. Spesso, l'offerta comprende opzioni non necessarie o che non utilizzerete mai (per esempio, un cambio volo) e il risparmio sfuma. In un caso, per esempio, l'offerta a pacchetto risultava più cara del 244% rispetto all'acquisto dei singoli servizi equivalenti. Dunque, per capire se conviene il pacchetto, il consiglio è di valutare prima che cosa è realmente indispensabile per il viaggio e poi confrontare quanto costerebbe acquistarli separatamente. Che cosa sapere se si viaggia con bambini: i diritti garantiti Un discorso a parte va fatto per chi viaggia con bambini. Dopo alcune segnalazioni dell'Antitrust sui possibili sovrapprezzi applicati alle prenotazioni adulto-bambino, la verifica effettuata da Altroconsumo non ha rilevato più differenze. Tutte le compagnie low-cost analizzate consentono di viaggiare con un bambino fino a due anni in braccio all'adulto, applicando una tariffa fissa che varia generalmente tra 20 e 32 euro per tratta o per volo. In pratica, da 40 a 64 euro per un viaggio di andata e ritorno. Mentre il seggiolino o la cintura con il sistema di ritenuta nel posto a fianco dell'adulto può costare poco di più o perfino meno (vale la pena fare due conti). «È una vera giungla di opzioni a seconda della compagnia», continua ancora Eliana Guarnoni per Altroconsumo. «Fra i diritti dei passeggeri non noti a tutti, per esempio, c'è l'obbligo di assegnare gratis posti vicini a chi viaggia con figli fra i due e i 12 anni. La revisione delle norme europee, peraltro, la estende a 14 anni. Per i bebé, invece, non sempre la scelta di viaggiare in braccio si rivela la più corretta: si paga lo stesso e in caso di turbolenze, è più sicuro il seggiolino o la cintura Cares. Ma non è semplice prenotarlo». La situazione si complica, infatti, se si desidera acquistare un posto separato per il bambino utilizzando un seggiolino omologato o il sistema di ritenuta. Eccetto una (Volotea) che non prevede la possibilità, le altre compagnie la consentono ma, spesso, non lasciano concludere la procedura direttamente online, obbligando il passeggero a contattare il servizio clienti dopo la prenotazione. In pratica, si acquista senza certezza di avere il posto. Mentre passeggini o carrozzine non prevedono costi extra (il personale di bordo lo ritira al boarding e lo riconsegna all'atterraggio), al pari di una piccola borsa per il bambino (sempre consentita gratis). Treni: la flessibilità costa Anche chi viaggia in treno, oltre al prezzo del biglietto, può trovarsi alle prese con una serie di costi aggiuntivi: da 2,5 a 5 euro per scegliere il posto, un sovrapprezzo del 10-30% per una tariffa flessibile che consente modifiche senza penali e, in caso di variazione del viaggio, un'integrazione che varia a seconda dell'operatore, del tipo di treno e della tariffa acquistata. Per i biglietti più economici, il costo della modifica può arrivare fino al 60% del prezzo originario. Traghetti e navi da crociera Anche per i traghetti, oltre al prezzo del biglietto, ci sono svariati costi aggiuntivi: dai 5 ai 20 euro per i diritti di prenotazione, dai 5 ai 30 euro per l'imbarco prioritario, fino a 10-200 euro per una cabina o una sistemazione superiore, da 30-200 euro per il trasporto del veicolo, a seconda dell'auto e della stagione (in alta, si tocca il massimo). A questi si possono aggiungere i diritti portuali o il supplemento carburante, se non già inclusi nel prezzo del biglietto, generalmente compresi tra 5 e 30 euro. Per le crociere, la lista degli extra opzionali acquistati a bordo si allunga anche a pacchetti bevande, ristoranti tematici, cabine premium. Spesso il prezzo d'ingresso appare particolarmente conveniente ma una quota importante della redditività deriva da escursioni, trattamenti benessere e altre esperienze opzionali acquistate a bordo. Senza dimenticare il collegamento al web. Occhio al roaming telefonico Non tutti sanno, infatti, che il roaming marittimo su traghetti e navi da crociera è generalmente escluso. Il pacchetto wi-fi è un servizio venduto a parte: oscilla da poche decine di euro per una navigazione limitata fino a oltre 100 euro per pacchetti completi, benché il costo effettivo del traffico dati sia basso. Ma agganciare, anche solo involontariamente, la connessione internet satellitare senza averlo può spennare il passeggero (a meno di mettere il cellulare in modalità aerea o spegnerlo). Noleggio auto o scooter: attenzione alle clausole Per chi ha bisogno di un'auto o uno scooter durante la vacanza, il costo base prevede per lo più solo il noleggio del mezzo e il casco di protezione obbligatorio. Ma il conto finale può salire rispetto al prezzo inizialmente pubblicizzato per effetto di vari extra: sulla carta di credito viene spesso bloccato un deposito cauzionale compreso tra 300 e 1.500 euro. Per evitare la franchigia prevista per eventuali danni (fra 500 e 2 mila euro), la copertura assicurativa più completa può costare da 10 a 40 euro al giorno. Si aggiungono eventuali supplementi per il secondo guidatore (5-15 euro al giorno), per il ritiro fuori orario o la riconsegna in una sede diversa (da 20 fino a 300 euro) e, se il veicolo viene restituito molto sporco, una penale per la pulizia di almeno 20 euro. Anche il noleggio di uno scooter può prevedere costi extra oltre alla tariffa giornaliera: dal deposito cauzionale, generalmente compreso tra 100 e 500 euro, ai supplementi per la consegna del mezzo nel luogo richiesto (10-50 euro), fino agli accessori come un secondo casco (3-10 euro al giorno) o il lucchetto antifurto, se non incluso, da 2 a 10 euro al giorno. È opportuno fare attenzione a che cosa si firma e alle clausole verificando le varie voci e, per esempio, se è compresa l'assistenza (in caso si fermi lo scooter, per esempio, potreste restare bloccati senza aiuto). Hotel e casa vacanza: extra “strutturali” o di altra natura Insomma, i costi “invisibili” di accessori e supplementi sono ormai una variante fissa che fa gonfiare il conto dei viaggiatori (e la redditività delle compagnie). La tendenza, dunque, si sta diffondendo rapidamente ad altri settori. Nel comparto alberghiero, per esempio, alla tariffa base si possono aggiungere extra “strutturali”, di fatto inevitabili: come la tassa di soggiorno (ove prevista a livello locale) in genere riscossa a parte dall'albergatore al momento della partenza (fino a dieci euro in Italia ma anche di più oltreconfine) o l'odioso “supplemento singola” tuttora applicato in moltissime strutture per chi dorme solo (in genere, fra i 20 e i 40 euro in più a notte o fino al 30% del prezzo della camera). Lo stesso vale per l'aggiunta della culla o del terzo letto per un figlio in stanza (in base alla tipologia di struttura e all'età del pernottante si può andare da un minimo di 20 euro a 80), per l'occupazione minima (applicabile, per esempio, se si dorme in una quadrupla solo in due). E ancora, la tariffa di alta stagione o quella per i weekend (chi vuole risparmiare, farà bene a evitare i giorni più gettonati) e il parcheggio (nel caso non sia offerto dall'albergo). Poi, ci sono extra “di personalizzazione”. Rientrano fra questi, per esempio, la scelta di un panorama speciale (vista mare, montagna o lago), il balcone o upgrade concordati su richiesta: si può spendere da un minimo del 5% fino al 50% in più, a seconda del benefit (qui, è utile soppesare il costo rispetto al beneficio ottenuto). Ci sono anche costi di utilizzo: come l'accesso alla Spa, al centro benessere,alla palestra o alla piscina dell'albergo (da 10 a 40 euro al giorno) oppure i servizi a pagamento per attività in convenzione come ombrellone e lettino in spiaggia, nolegggio di una bici, guida turistica per escursioni o attrezzature. Infine, ci sono gli extra di flessibilità: cancellazioni, modifiche di data di arrivo o partenza, check-in anticipato rispetto all'orario previsto o “late check-out” nel caso si lasci l'hotel in ritardo rispetto all'orario fissato dalla struttura. Occhio: possono veder sfumare da 20 a 100 euro. Un discorso a parte va fatto per la prima colazione. Se un tempo era spesso inclusa, oggi, è diventata un extra a pagamento. A buffet o con servizio a tavolo, continentale o internazionale, può incidere, in media, fra il 10-15% del costo del pernottamento. Si parte da almeno 7-8 euro a 30 o più nelle strutture di fascia alta. Anche in questo caso, è bene valutare il tipo di breakfast necessario per voi: altrimenti si rischia di pagare un servizio accessorio che si utilizza in minima parte. Per le case vacanza, il costo finale può aumentare per effetto di diversi supplementi come deposito cauzionale, generalmente compreso tra 100 e 500 euro e restituito a fine permanenza in assenza di danni, alle spese per la pulizia finale (30-150 euro), spesso escluse dalla tariffa ma, di fatto, obbligate. A questi si possono aggiungere extra per biancheria e cambi di lenzuola (5-20 euro a persona), il check-in tardivo (circa 20 euro) e, in alcune strutture, un supplemento giornaliero di 5-30 euro per consumi energetici o climatizzazione. Meglio verificare bene prima della prenotazione che cosa è compreso e che cosa escluso. Al ristorante: controllare sempre le scritte all'ingresso e sul menù Il ristorante può riservare costi aggiuntivi come il coperto, ancora molto diffuso nei locali italiani, i supplementi per tavoli riservati, con posizione più richiesta o con vista panoramica (come ha fatto un ristorante di Cernobbio che impone 15 euro per la vista sul lago di Como). È legittimo? Si, se il consumatore è informato ovvero se il prezzo è chiaramente indicato all'ingresso. A incidere sul conto possono essere anche acqua, pane e altri prodotti serviti al tavolo e non sempre inclusi nel menù, con una spesa aggiuntiva di 2-10 euro, oltre al service charge applicato in alcune località turistiche o nei ristoranti di fascia alta, che può arrivare al 10-20% del conto. In alcuni casi, infine, anche per la modifica delle ordinazioni dei piatti o una variazione della ricetta può essere addebitato un extra: aggiungere una mozzarella di bufala al posto della tradizionale, un condimento o una salsa aggiuntiva, una personalizzazione della pizza. Ma anche sostituire un ingrediente o toglierlo del tutto. È lecito? Si, ma deve essere indicato nel menù. Mare e montagna d'estate: pianificare con anticipo Per chi si prepara alle vacanze in spiaggia o in montagna, la giornata può riservare vari supplementi. Oltre al costo di ingresso allo stabilimento con ombrellone e sdraio, al mare si può pagare da 5 a 20 euro per un lettino aggiuntivo, un sovrapprezzo del 20-100% per un ombrellone in prima fila. Altri piccoli extra cono la doccia calda (da 50 centesimi a 3 euro) o il noleggio di una cabina privata (5-20 euro). Per le attività di montagna, invece, il biglietto di andata e ritorno in funivia è di circa 25 euro a persona. Per cabinovie, seggiovie e attrazioni panoramiche può variare molto, fino a sfiorare 100 euro per una slittovia alpina con una corsa “mountain coaster” per una famiglia di quattro persone. Altri extra prevedono il pedaggio per raggiungere alcune aree escursionistiche (circa 5 euro), il noleggio dell'attrezzatura come bastoncini da trekking (8 euro), slittini estivi (36 euro), kit da ferrata con casco e guanti (circa 48 euro complessivi) o mountain bike, che con casco e protezioni può arrivare a costare 50 euro o più. In questo caso, il suggerimento è di pianificare in anticipo le attività e fare un piccolo preventivo dei costi. Svago e tempo libero. Per il tempo libero, il biglietto d'ingresso a eventi, mostre, parchi divertimento e attrazioni turistiche può lievitare con i costi accessori: da 1 a 5 euro per la prenotazione online, 5-20 euro per il servizio saltafila e fino a 20-100 euro per i fast pass. A questi, si possono aggiungere il noleggio di un armadietto per custodire gli effetti personali durante la visita (1-5 euro). Anche fare foto ricordo durante escursioni o attività di gruppo può costare da 10 a 50 euro. Gli altri extra invisibili della vacanza Una vacanza può riservare ulteriori esborsi spesso sottovalutati: dalla tassa di imbarco o sbarco (da un solo euro fino a 20 euro, per esempio, richiesti nelle isole di Mykonos o Santorini), ai diritti portuali quando non inclusi nel biglietto (5-30 euro a passeggero), fino alle commissioni per il cambio valuta (1-5%) e ai prelievi di contante all'estero (in media, 2,5-5 euro). A questi, si aggiungono le spese per restare connessi, come SIM o eSIM da viaggio (5-50 euro), polizza viaggi (20-200 euro), eventuali costi di lavanderia se si resta senca cambio pulito (5 e 20 euro per ogni lavaggio). Le nuove regole europee sui diritti dei passeggeri degli aerei Il Parlamento europeo ha approvato le modifiche al regolamento sui diritti dei passeggeri in vigore dal 2004. Ma, per entrare in vigore, l'accordo dovrà essere confermato dal Consiglio europeo. Una volta pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Ue, i governi e le compagnie aeree avranno un anno per adeguarsi. Fra le principali novità, c'è l'obbligo di includere una piccola borsa, uno zaino o un bagaglio a mano gratuitamente nel biglietto. Le tariffe dovranno mostrare chiaramente fin dall'inizio la dimensione accettata ma le compagnie potranno offrire tariffe più economiche per chi vola senza bagaglio. Inoltre, si potrà utilizzare il volo di ritorno di un biglietto A/R anche se non è stato usato quello di andata senza più supplementi (finora, l'utente spesso non poteva farlo o doveva pagare un extra). Per i documenti di viaggio, decade l'extra costo applicato per correggere piccoli errori nel nome o per usare la carta d'imbarco stampata dopo aver effettuato il check-in. La carta d'imbarco digitale, invece, dovrà sempre essere fornita automaticamente. E non si potrà più negare l'imbarco a chi presenta la versione cartacea. Fra i diritti che restano garantiti, ci sono il rimborso o il volo alternativo (riprotezione) in caso di cancellazione del volo, il risarcimento per ritardi superiori a tre ore, per le cancellazioni comunicate con meno di 14 giorni di preavviso e per il negato imbarco. Gli importi dei risarcimenti rimangono invariati: 250 euro fino a 1.500 km, 400 euro per voli Ue oltre 1.500 km e tra 1.500 e 3.500 km, 600 euro per voli più lunghi. Un punto a favore delle compagnie aeree riguarda la definizione di “circostanze eccezionali”. Gli operatori non sono tenuti a risarcire se il disservizio dipende da eventi fuori dal loro controllo come calamità naturali, guerre, maltempo, passeggeri indisciplinati, scioperi del personale aeroportuale o dei servizi di navigazione. Rimane, comunque, l'obbligo di assistenza ai passeggeri con ristoro di bevande o snack nelle prime due ore di disservizio, un pasto dopo un'attesa di tre ore, il pernottamento in hotel (fino a 3 notti). Altra modifica, questa a beneficio dei passeggeri, riguarda il rimborso automatico (per chi opta per questa scelta). I passeggeri riceveranno istruzioni chiare per richiedere il risarcimento senza necessità di creare account personali o installare app dedicate. Le richieste andranno presentate entro 9 mesi e le compagnie avranno 30 giorni per pagare o motivare il rifiuto. Le famiglie con bambini fino a 14 anni (invece degli attuali 12 anni) potranno scegliere gratuitamente posti vicini. Lo stesso si applica a donne incinte e passeggeri fragili (con disabilità o mobilità ridotta), i quali avranno diritto a risarcimento e assistenza anche se perdono il volo per responsabilità dell'aeroporto. Costo base ed extra: quale futuro? Se molti extra hanno un valore reale e si giustificano anche perché facoltativi per il consumatore, altri sembrano piuttosto costi essenziali presentati in un secondo momento. «Diverse ricerche di economia comportamentale dimostrano che i clienti tendono ad ancorarsi mentalmente al primo prezzo visto, motivo per cui questa tecnica continua a funzionare», evidenzia ancora Zatta di Implement Counsulting Group. «Ma crescono frustrazione e sfiducia se il costo finale si rivela significativamente superiore a quello inizialmente visualizzato. Molti descrivono l'esperienza come una sorta di “caccia al costo nascosto”». Insomma, la reazione dei consumatori inizia a farsi sentire. Che cosa ci si può aspettare per il futuro? «Ritengo che nei prossimi anni assisteremo a una crescente tensione tra la legittima possibilità per le aziende di monetizzare servizi differenziati e la richiesta di trasparenza di consumatori e autorità di regolazione. Se un bagaglio per un viaggio di lavoro, un posto accanto ai propri figli a bordo, la pulizia di un appartamento o la connessione internet sono ormai elementi essenziali, allora il vero prezzo non è quello che compare nel primo annuncio ma quello che il consumatore scopre all'ultimo clic. E più cresce la distanza tra questi due numeri, più diventa legittimo chiedersi se stiamo vendendo un servizio oppure un'illusione di prezzo», conclude Zatta.
Vacanze, optional e costi invisibili: come scoprirli ed evitare sovrapprezzi. Aerei, le nuove regole
Con le norme europee appena approvate, per le compagnie c'è l'obbligo di includere gratuitamente nel prezzo del biglietto dei voli una piccola borsa, uno zaino…









