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Le novità per chi viaggia: i trolley sempre inclusi nella tariffa base, confermati i rimborsi per ritardi sopra le 3 ore
L’intesa tra istituzioni europee e compagnie aeree per i diritti dei viaggiatori era attesa dal 2004 ed è stata raggiunta dopo mesi di trattative. Si tratta di un accordo provvisorio che mira a tutelare chi viaggia. La riforma, se approvata definitivamente, entrerà in vigore nel 2027. Ecco cosa cambia per ritardi, bagagli, biglietti.
Ritardi: indennizzi confermati sopra le tre ore ma ci sono eccezioni
In caso di ritardo superiore a tre ore del volo i viaggiatori mantengono il diritto al rimborso o a un volo alternativo e possono chiedere un risarcimento. L'entità del risarcimento dipenderà dalla distanza del volo: 250 euro per tratte fino a 1.500 km, 400 euro per tratte tra 1.500 e 3.500 km e 600 euro per tutte le tratte più lunghe. Il risarcimento può però essere dimezzato se ai passeggeri viene offerto un volo alternativo verso la destinazione finale o se il ritardo all'arrivo non supera le quattro ore. Le compagnie potranno tuttavia evitare il pagamento del risarcimento se il ritardo o la cancellazione sono dovuti a circostanze eccezionali fuori dal loro controllo. "Questa riforma ha preservato le quantificazioni previste dall'articolo 7 del regolamento originale di 250, 400 e 600 euro, però questo a scapito dell'effettivo valore monetario di queste di queste soglie perché, a distanza di 22 anni, 250 euro del 2004 corrispondono a circa 152 euro del 2026" ha spiegato Francesco Longo Bifano, procuratore generale di Rimborso al Volo (il video). L’elenco delle eccezioni è ampio: calamità naturali, guerre, condizioni meteorologiche, comportamenti indisciplinati dei passeggeri o scioperi. In ogni caso, gli operatori aerei avranno l'obbligo di assistere i passeggeri bloccati fornendo bevande ogni due ore di attesa, un pasto dopo tre ore e un pernottamento fino a un massimo di tre notti ove fosse necessario. Le compagnie, inoltre, saranno tenute a spiegare come richiedere le compensazioni economiche, visto che oggi la maggioranza di chi vi avrebbe diritto non fa domanda. Non è passata, tuttavia, la proposta di obbligare i vettori a inviare un modulo precompilato oppure una email con link diretto sulle modalità di rimborso. Quanto alla riprotezione (cioè il trasferimento su un volo alternativo in seguito a una cancellazione), questa potrà essere fatta autonomamente dal viaggiatore, che chiederà poi il rimborso.











