Dopo tredici anni di trattative avviate nel 2013, l'Unione Europea ha raggiunto un compromesso politico sui diritti dei passeggeri aerei. Il 15 giugno 2026 è stata siglata un intesa che punta a fare chiarezza su costi nascosti e tutele, preservando il cuore del sistema risarcitorio.

Non è una “rivoluzione da slogan”, ma un passo decisivo per arginare l’erosione silenziosa degli indennizzi e l’opacità tariffaria che hanno segnato il trasporto aereo europeo negli ultimi anni.

Il nodo più sensibile riguarda i ritardi: resta la soglia delle 3 ore all’arrivo per far scattare il diritto a un indennizzo pecuniario tra 250 e 600 euro. Su questo punto si è consumato il braccio di ferro: il Consiglio Ue spingeva per alzare l’asticella fra 4 e 6 ore, mentre il Parlamento europeo ha difeso con fermezza l’assetto vigente, evitando un arretramento dei diritti dei viaggiatori.

Arriva anche uno stop ai “ricatti” sui posti a sedere per famiglie e persone a mobilità ridotta. Il nuovo pacchetto vieta sovrapprezzi per l’assegnazione di sedili contigui tra genitori e figli minori, così come tra passeggeri con disabilità e accompagnatori. Come recita il principio fissato dal legislatore, “la sicurezza e la gestione di un minore non possono dipendere dalla disponibilità del passeggero a pagare un sovrapprezzo”.