Domani il Parlamento Ue vota il Regolamento Rimpatri. L’esperta Sara Prestianni (Euromed Rights) a Fanpage.it: “Non è il modello Albania. L’Europa pagherà paesi terzi per prendere i migranti espulsi, aggirando i Parlamenti con intese informali”.
Sbarchi a Lampedusa, Molo Favaloro, agosto 2025. Foto di Lidia Ginestra Giuffrida
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Il prossimo 17 giugno l'Unione Europea potrebbe riscrivere per sempre le regole dell'immigrazione. Domani, infatti, il Parlamento Europeo voterà in plenaria il nuovo Regolamento Rimpatri, una misura che istituzionalizza i cosiddetti "return hubs" (centri di rimpatrio) situati in paesi terzi, fuori dai confini europei.
Di cosa si tratta esattamente? E cosa succederà ai migranti irregolari in Europa? Per capirlo, abbiamo analizzato il testo e i suoi preoccupanti risvolti giuridici con Sara Prestianni, esperta di migrazioni della rete Euromed Rights, che ci ha guidato passo dopo passo tra le pieghe di questa nuova legge. Quando entrerà in vigore il nuovo regolamento rimpatri Mentre il ben più noto "Patto Immigrazione e Asilo" ha lasciato agli Stati due anni di tempo per adeguarsi, per i rimpatri l'Europa ha scelto una corsia preferenziale, trasformando la misura da "direttiva" a "regolamento".










