Nuove evidenze scientifiche confermano il ruolo dell’intestino nella regolazione di fame, sazietà e comportamento alimentare. Lo spiega l’esperto

L’obesità dipende anche dall’intestino. Quest’organo, infatti, non è soltanto il tratto in cui il cibo viene trasformato, ma uno degli snodi che partecipano alla regolazione di fame, sazietà e comportamento alimentare. Per questo, nella gestione dell’obesità, una dieta bilanciata resta necessaria, ma la possibilità di mantenerla nel tempo dipende anche da come l’organismo risponde al pasto.

Lo studio

Una recente review pubblicata su Cell Reports Medicine ha approfondito il rapporto tra microbioma intestinale e cura dell’obesità, mettendo in relazione dieta, interventi farmacologici e chirurgici con il ruolo dell’ecosistema intestinale. «L’obesità è una traiettoria clinica che richiede stabilità e oggi sappiamo che il controllo del peso passa necessariamente dal bilancio calorico ma la possibilità di raggiungerlo e mantenerlo nel tempo dipende anche dai meccanismi che regolano fame e sazietà. Quando questi processi vengono modulati in modo progressivo e ben tollerato, aumenta la probabilità di continuità nel tempo. Ed è proprio questa continuità che trasforma un risultato iniziale in un beneficio clinico duraturo», osserva il Dottor Giuseppe Rovera, nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Specialista in Psicologia Clinica, Primario Medicina Clinica San Luca Torino, Presidente Piemonte e Valle d’Aosta SIO Società Italiana Obesità.