di Franco Berrino
In estate gonfiore addominale, digestione lenta e disturbi intestinali possono accentuarsi. L'epidemiologo spiega perché il microbiota è centrale nell’equilibrio dell’organismo, quali cibi aiutano a proteggerlo e quali invece lo mettono a rischio
Ogni volta che mangiamo nutriamo migliaia di miliardi di batteri, virus, funghi e altri microrganismi che abitano il nostro intestino, il cosiddetto microbiota. Sappiamo ancora poco di queste comunità microbiche, ma sappiamo che il loro stato di salute è essenziale per il nostro benessere. Sono più di mille specie diverse che, nel corso dell’evoluzione, hanno assunto funzioni importanti per la nostra vita, come il completamento della digestione, la regolazione del metabolismo (glicemia, colesterolo, trigliceridi, ecc.), dell’infiammazione, del sistema immunitario (che non sia troppo fiacco né troppo attivo), la salute stessa dell’intestino, la difesa da microorganismi patogeni, perfino la modulazione della salute mentale. I microbi trasformano il cibo non digerito in migliaia di ormoni, enzimi, vitamine, acidi organici, neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina, che regolano l’umore, il piacere, la motivazione, la felicità, l’appetito, il desiderio sessuale, il sonno. Per funzionare bene il nostro corpo ha bisogno di una grande varietà di microbi e di un equilibrato assortimento delle varie specie microbiche. Più varia è la nostra dieta, maggiore sarà la diversità microbica nell’intestino e migliore la nostra salute.










