L'avvocato Hicham Harthoun, che rappresenta l'associazione, ha definito la sentenza "deterrente", annunciando tuttavia la volontà di presentare ricorso e di seguire il procedimento fino alla pronuncia definitiva. Il caso aveva suscitato forte indignazione nell'opinione pubblica marocchina dopo la diffusione del filmato sui social. Le indagini, condotte dalla Brigata nazionale della polizia giudiziaria sotto la supervisione della procura, hanno portato all'identificazione e all'arresto di tre fratelli che comparivano nel video insieme al loro nipote di sei anni.