Due donne picchiate, un padre minacciato e la dipendenza dalla droga. Venerdì la giudice Martina Martinangeli ha condannato a sei anni di reclusione un 44enne di origine marocchina residente ad Ancona. L’uomo era a processo per fatti avvenuti tra il 2022 e il 2025 ai danni di due donne con cui aveva avuto una relazione. Il tribunale lo ha assolto dall’accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della seconda convivente, una 44enne di Ortona, e ha riqualificato in lieve entità il reato di spaccio di stupefacenti ad entrambe. Per il resto dei capi d’imputazione la condanna è arrivata severa. La vicenda è emersa a gennaio del 2025, quando la squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura. L’uomo era stato arrestato e condotto a Montacuto, poi posto ai domiciliari con braccialetto elettronico, misura con cui si trova tuttora. Alla base dell’indagine c’è la denuncia presentata da una delle due donne. Era riuscita a chiamare il padre con la scusa di prendere un caffè mentre l’imputato si trovava all’ospedale di Torrette. Al telefono disse di vivere segregata e picchiata. Da lì è partita la seconda denuncia: anche l’altra compagna ha raccontato violenze subite nel periodo in cui le due donne e l’uomo avevano vissuto insieme in un appartamento a Passo Varano. Il 30 gennaio scorso in tribunale aveva parlato la 42enne originaria di Corridonia, costituitasi parte civile con l’avvocato Luca Froldi. L’imputato era difeso dall’avvocato Giuseppe Cutrona. La 42enne aveva raccontato quattro anni di violenze. "Se non facevo quello che diceva lui mi picchiava. Ho preso spesso le botte", ha detto. Tra gli episodi descritti: una volta sarebbe stata legata a un termosifone con la catena del cane fino a svenire. La donna aveva riferito anche di essere stata costretta a inventarsi un tradimento per giustificare le percosse. Nel racconto era spuntata anche una coltellata, risalente al 2022. La donna ha spiegato che l’uomo trovò sul suo cellulare il contatto di un amico e pretese che lo bloccasse. Dopo la lite sarebbe arrivata la ferita. Non andò in pronto soccorso: "Mi medicò lui", aveva detto. La 42enne ha parlato inoltre di un episodio sotto casa in cui sarebbe stata presa a calci, riportando la rottura delle costole. L’altra donna coinvolta, la 44enne di Ortona, aveva inizialmente confermato i soprusi. Secondo quanto emerso, per metterle paura l’uomo sarebbe arrivato a seppellirla. Successivamente però ha ritrattato e ritirato la querela. Il 44enne rispondeva di maltrattamenti in famiglia nei confronti di entrambe, lesioni aggravate, minacce al padre della convivente più giovane e spaccio di droga ad entrambe.