Il figlio di Raffaele Galatolo, Angelo, e il nipote di Stefano Fidanzati, Vincenzo Lo Voi, dovevano lavorare. E per piazzarli erano stati smossi mari e monti, bussando a tutte le porte possibili. In primis quelle della politica, provando ad agganciare i rappresentanti del territorio, tra cui l’ex deputato regionale di FI e poi di Grande Sud Franco Mineo, che però riuscì a svicolare, e Natale Puma - ora consigliere comunale ex FdI e Dc, oggi in Forza Palermo - che rimandò al mittente il messaggio consegnato da Biagio Favaloro, assistente parlamentare della Regione. Per Lo Voi, che Stefano Fidanzati voleva far entrare alla Rap, Favaloro aveva consigliato di agganciare Natale Puma perché avrebbe avuto maggiori chance di raccomandare con successo rispetto ad Andrea Mineo, figlio di Franco. Al di là delle aspettative, le strade non diedero sbocchi.Intanto Galatolo bussava alla porta di Mimmo Russo, l’ex consigliere comunale di FdI sotto inchiesta per concorso in associazione mafiosa. Angelo Galatolo era nella lista degli ex Pip e anche per lui il padre sognava un posto pubblico. «Però prima deve uscire - spiegava Mimmo Russo - appena è fuori...». Alla fine si trovò la soluzione: Angelino Galatolo avrebbe lavorato all’ippodromo, alle dipendenze della società di pulizie di Antonio Domino, padre del piccolo Claudio, il bambino di 11 anni ucciso la sera del 7 ottobre del 1986 vicino casa sua, nella zona di San Lorenzo. L’omicidio si consumò nel pieno svolgimento del maxiprocesso che si celebrava nell’Aula bunker del carcere Ucciardone, per il quale l’azienda di pulizie del padre del bambino aveva vinto l’appalto.Chi fosse però Domino, così si era presentato al telefono, i Galatolo non lo avevano compreso subito. Così come lo stesso imprenditore non aveva ancora chiaro chi avesse davanti. Fu solo durante un breve colloquio faccia a faccia che Domino capì. E raccontò la storia del suo bambino: «A me hanno ucciso un figlio... la mafia... che aveva 11 anni mio figlio. Si chiamava Claudio Domino». Angelo Galatolo, spiazzato, rispose: «Mi dispiace... ah... è suo figlio Claudio Domino? Mi dispiace». Dopo questo breve dialogo, Galatolo contattò subito il padre: «Mimmo Russo mi ha presentato al padre di Claudio Domino, non si può fare...».Un servizio completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale