Un business della droga a gestione familiare, condotto di padre in figlio, trasformava i viali di edilizia popolare della periferia est di Roma in un sistema di smistamento dello stupefacente fondato su un copione ripetuto, scandito da movimenti rapidi e cenni d’intesa, che garantiva continuità allo smercio ed una apparente schermatura rispetto ai controlli delle forze dell’ordine. È quanto scoperto dagli agenti della Polizia di Stato del VI Distretto Casilino a Ponte di Nona. L’attività si fondava su una meticolosa ripartizione di ruoli: il padre faceva da regista, intercettando gli acquirenti ed indirizzandoli verso il figlio con gesti convenzionali. Quest’ultimo, invece, rivestiva una funzione operativa sulla piazza ed era preposto alla cessione delle dosi.

La tesi investigativa ha trovato riscontro quando, nel giro di pochi minuti, due diversi acquirenti sono stati osservati mentre, dopo aver preso contatti con il padre, venivano 'smistati' verso il figlio per la consegna della droga. Nel corso di due diversi episodi tracciati dagli investigatori, il copione si è mostrato collaudato: denaro in cambio di piccoli involucri, precedentemente occultati in un muro nei parcheggi condominiali, trasformato per l’occasione in una sorta di nascondiglio creativo 'a cielo aperto'. A quel punto, gli agenti hanno deciso di intervenire simultaneamente da più fronti.