Il Concilio Vaticano II (1962-1965) per Joseph Ratzinger-Benedetto XVI (1927-2022) fu veramente un destino.

Ma fu anche la stella polare per tutta la parabola della sua lunga esistenza prima come teologo, vescovo, cardinale e prefetto dell’ex Sant’Uffizio, poi per i suoi otto anni da Papa (2005-2013) e infine da Pontefice emerito. È questo l’orizzonte di riferimento della giornata di studio che si terrà oggi a Roma al Collegio di Santa Maria dell’Anima e che sarà dedicata al ruolo di Ratzinger come teologo e perito all’interno del Vaticano II.

L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 17 ed è promosso dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

Un luogo, il Collegio di Santa Maria dell’Anima, a due passi da piazza Navona, dal significato particolare nella vita di Ratzinger: qui abitò in veste di perito, allora trentacinquenne, durante le quattro sessioni del Vaticano II.

Dopo i saluti introduttivi di don Michael Max, rettore della Chiesa e del Collegio di Santa Maria dell’Anima, dello storico della Chiesa don Roberto Regoli, presidente della Fondazione Ratzinger, e di Lea Amodio, autrice e caporedattrice di Ratzinger Class, si terrà la relazione del cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, curatore dell’ Opera Omnia di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.