MondoSegui Domani su Google17 giugno 2026 • 10:39Aggiornato, 17 giugno 2026 • 10:40Incurante delle critiche del mondo laico, le «pallottole di carta», il protagonismo “extraparlamentare” del presidente della Cei ha lasciato il segno durante il pontificato di Wojtyła, quando è stato capace di affrontare le sfide al cattolicesimo e affondare il referendum sulla procreazione assistitaLa scomparsa a novantacinque anni di Camillo Ruini chiude per sempre un’epoca, quella del protagonismo in prima persona, anche sulla scena politica, dell’episcopato italiano. Una stagione rilevante e controversa, bollata con arguzia dai suoi avversari nel mondo cattolico con un corrosivo gioco di parole latino: de ruinis Romanae ecclesiae si diceva per sottolineare l’influenza, considerata rovinosa, del cardinale all’apice della sua potenza. Forte però della ragionevolezza delle sue posizioni e Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Giovanni Maria VianstoricoStorico e giornalista, già ordinario di filologia patristica all’università di Roma La Sapienza e autore dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, è direttore emerito dell'Osservatore Romano, che ha guidato dal 2007 al 2018. Tra i suoi libri più recenti: I libri di Dio (2020, tradotto in francese e in spagnolo), L’ultimo papa (2024, tradotto in francese e in spagnolo), La scommessa di Costantino (2025, con Gian Guido Vecchi) e Le vie delle Bibbie (2026) - foto Guillermo Simón-Castellví
Ruini, il cardinale poco “clericale” che ha saputo interpretare la linea di Giovanni Paolo II
Incurante delle critiche del mondo laico, le «pallottole di carta», il protagonismo “extraparlamentare” del presidente della Cei ha lasciato il segno durante il pontificato di Wojtyła, quando è stato capace di affrontare le sfide al cattolicesimo e affondare il referendum sulla procreazione assistita










