Roma, 16 giu. (askanews) – E’ deceduto oggi il Cardinale Camillo Ruini. Aveva 95 anni. Leader storico dell’ala cattolica conservatrice italiana; sostenitore di “valori non negoziabili” in tema di famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e difesa della vita dal concepimento al termine naturale; per 16 anni alla guida della CEI, considerato a tutti gli effetti il principale braccio destro di Giovanni Paolo II per la gestione della Chiesa in Italia, con il cardinale Camillo Ruini se ne va una delle figure centrali della Chiesa italiana a cavallo del Millennio, tra gli ultimi grandi ecclesiastici legati ai tempi di Wojtyla e Ratzinger.

Raffinato teologo e assertore di un costante dialogo tra fede e ragione proprio nel solco del pensiero di Ratzinger – di cui fu ammiratore anche se, dopo la rinuncia di Benedetto XVI, disse che “il governo è stato il suo punto debole” e che “sbagliò a dimettersi” – Ruini si ricorda anche come un abile politico. Come quando, nel 2007, da presidente CEI di fatto organizzò la mobilitazione cattolica contro il disegno di legge sui DICO (le prime unioni di fatto, poi naufragate) del Governo Prodi II, portando all’organizzazione del primo Family Day a Roma. Poco in sintonia con Papa Francesco (gli ha rimproverato di aver “trascurato la tradizione”), guardava invece con interesse Papa Leone XIV che a suo dire “ha riportato subito, con la sua elezione, pace e serenità nella Chiesa”.