L’ultima volta che abbiamo avuto occasione di scambiare due chiacchiere con don Camillo ci ha detto di essere «personalmente molto contento dell’elezione di Robert Francis Prevost», papa Leone XIV. E sarà proprio il primo papa statunitense della storia a celebrare oggi alle 16.30 all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro il funerale del cardinale Camillo Ruini, morto martedì all’età di 95 anni.
Chi ha avuto modo di partecipare a un processo sa che quando un testimone finisce davanti a un giudice, per essere interrogato, deve leggere ad alta voce una formula di rito in cui si impegna a dire tutta la verità e a non nascondere nulla, consapevole delle conseguenze penali di dichiarazioni mendaci.
Cardinale, lei ha lavorato per due papi: è giusto dire che Karol Wojtyla era più attento alla Chiesa popolare e Joseph Ratzinger a quella dottrinale?
«No, credo sia un errore. Tra loro c’era grande sintonia e del resto il cardinale Ratzinger è stato una persona chiave nel pontificato di papa Giovanni Paolo II. Sono due grandi personalità, i cui pontificati hanno come segni distintivi sia l’ortodossia sia l’attenzione alla gente semplice. Entrambi hanno unito difesa della fede e attenzione alla gente semplice».










