Il Crotone e il Rimini sono già in zona da alcune settimane. I due cacciamine italiani che il governo ha messo a disposizione dell’operazione internazionale pronta ad intervenire per la bonifica dello Stretto di Hormuz dagli ordigni piazzati in mare dagli iraniani sono infatti da alcune settimane nel porto di Gibuti.
I cacciamine sono ora aggregati ad Aspides, la missione europea che ha il compito di proteggere le navi che transitano nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Si muoveranno alla volta di Hormuz un volta consolidata la tregua, definita la missione internazionale e ricevuto l’ok del Parlamento. Una volta definito il formato, e le regole di ingaggio, la premier Giorgia Meloni dovrebbe riferire alle camere per chiedere l’autorizzazione a «contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura» di Hormuz.
«Lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì», ha annunciato nelle ultime ore il presidente Usa Donald Trump. Rivolto a Emmanuel Macron ha poi aggiunto: gli Stati Uniti non hanno bisogno di «molto aiuto» per riaprirlo. Ma il passaggio cruciale rimane la firma ufficiale, attesa per il 19 giugno, di quello che al momento è un accordo preliminare tra Washington e Teheran. La cautela rimane d’obbligo.












