Anche l'Italia parteciperà attivamente all sminamento dello Stretto di Hormuz. L'annuncio è arrivato durante il G7, che quest'anno si tiene a Évian-les-Bains, in Francia.Oltre all'Italia, anche Francia, Gran Bretagna e Germania si sono dette pronte a fare la propria parte per lo sminamento e la messa in sicurezza dello Stretto, in attesa che i mercantili tornino a navigare.
I cacciamine, cosa sono e come funzionano Il governo italiano ha già messo a disposizione dell'operazione di bonifica dello Stretto di Hormuz due cacciamine, il 'Crotone' e il 'Rimini', già nel porto di Gibuti da alcune settimane. In servizio da oltre 30 anni e posizionate abitualmente a La Spezia, i due cacciamine sono appositamente progettati per la localizzazione, la disattivazione e distruzione di mine navali. Per questo tipo di operazioni sono dotate di un sofisticato sistema sonar e di due veicoli filoguidati detti Rov (Remote Operated Vehicle), tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini fino a una profondità di circa 600 metri.Il ruolo delle navi di supporto Anche in questo caso, i cacciamine saranno scortati da altri mezzi per garantirne la sicurezza e il supporto logistico. La nave logistica che affiancherà i cacciamine potrebbe essere 'Atlante', che presenta elevate capacità di imbarco, trasporto, rifornimento in mare, assistenza tecnica e sanitaria, con sensori anti-ostacolo per l'individuazione di incursioni subacquee.A vigilare sulle operazioni di sminamento potrebbe esserci anche il pattugliatore 'Raimondo Montecuccoli', dotato di impianti di artiglieria e sistemi con 16 missili Aster, e la fregata 'Luigi Rizzo', dotata di una slitta a poppa utile per il rilascio dei mezzi veloci degli incursori di Marina.In tutto, si stima che i militari italiani impegnati nell'opera di bonifica dello Stretto di Hormuz saranno circa 500.













