La proposta di legge sull'aggravante e la spiegazione: non è una fattispecie di reato. Lo dico io che sono una giurista
Laura Ravetto ha presentato nel 2025 una proposta di legge sull’aggravante per femminicidio. Che ora è diventata «un’assurdità». Ma lei si difende oggi in un’intervista a La Stampa: «Incoerente è stato introdurre una fattispecie di reato che è incostituzionale: glielo dico io che sono una giurista. E glielo confermerebbe qualunque giurista. Come ha spiegato benissimo il generale Vannacci non è possibile creare un reato con una specificità sessuale della vittima. Non ha senso, sarebbe discriminatorio. Il valore della vita dell’uomo è uguale al valore di quello della donna».
Laura Ravetto, il femminicidio e l’anzianicidio
L’onorevole che dalla Lega è passata con Futuro Nazionale (e oggi altri tre potrebbero seguirla), sembra aver cambiato posizione insieme al partito. Ma lei giura che non è affatto così: «Per queste casistiche ci sono le aggravanti. E nello specifico nel nostro ordinamento ce n’è già una per il femminicidio e porta alla condanna di ergastolo. Non vedo incoerenza. Allora proposi di allargare l’aggravante all’ex partner, oltre che a marito ed ex marito, non un reato specifico. Non mi ascoltarono e fecero comunque il reato, una misura di bandiera da Giorgia Meloni ed Elly Schlein prima del 25 novembre».















