HomeAnconaCronacaResidenti prigionieri nelle loro abitazioniIntervista a Emiliano Stazio, presidente del Circolo Pungitopo di Legambiente Ancona, dopo la nostra inchiesta "Intanto però i privati continuano a edificare in aree a rischio frana senza che nessuno intervenga".Intervista a Emiliano Stazio, presidente del Circolo Pungitopo di Legambiente Ancona, dopo la nostra inchiesta "Intanto però i privati continuano a edificare in aree a rischio frana senza che nessuno intervenga".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Francesco PascucciPresidente Stazio, il Pungitopo segnalò il problema della chiusura dei sentieri già nel 1993 senza ottenere risposta. Cosa è cambiato in trent’anni?

"È mancata, innanzitutto, una visione di ciò che questo territorio poteva diventare. Il Parco del Conero è soggetto a una fortissima pressione antropica e fin dall’inizio i suoi vincoli sono stati percepiti più come un’imposizione che come una risorsa. Con poche risorse economiche a disposizione, l’ente fatica a tradurre le intenzioni in azioni concrete. I Comuni lo usano come vetrina, ma quando si tratta di assumere responsabilità fanno un passo indietro. Con una governance fragile e un gruppo tecnico capace ma sottodimensionato, la scelta di chiudere i sentieri per limitare i rischi diventa quasi obbligata. E così si perde di vista il senso stesso di avere un parco".