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Il sindaco e presidente della Provincia Pierucci

La vicenda di Casoli rimasta senza autobus continua a tener banco. Il sindaco Marcello Pierucci illustra nel dettaglio la situazione dei trasporti pubblici distinguendo il caso di Camaiore da Pietrasanta. "Il servizio a chiamata per Casoli – dice – sarebbe dovuto essere già attivo: partirà di certo in questi giorni". Un borgo in pratica isolato con molti anziani in ansia per le corse estive soppresse, sebbene nel vaglio dell’utilizzo dei mezzi pubblici nel borgo la percentuale risulti bassa. A spiegare bene la questione, prendendo le distanze dal sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti e delle sue lagnanze su Pietrasanta, è la Provincia, attrice primaria nella gestione in soldoni del servizio di Autolinee Toscane. Veniamo all’antefatto, che risale ad oltre un decennio fa, precisamente al 2013, quando partì il lotto unico regionale, che al suo interno include i lotti "forti", tratti di percorso di grande utilizzo, e quelli "deboli", di scarso utilizzo. "All’interno della Regione, che appunto gestisce il lotto regionale, le province di Lucca, Pisa, Massa Carrara e Siena – spiega Pierucci nel doppio ruolo di sindaco e presidente della Provincia – hanno deciso di eseguire in proprio le gare per affidare i trasporti pubblici per i tratti ‘deboli’ in maniera autonoma. Per farvi fronte economicamente, le risorse provengono in parte dalla Regione, in parte dai Comuni e in piccola parte dalla Provincia: queste risorse sono fisse, cioè non possono essere aumentate. Il rimborso a chi vince la gara era di regola di 1,75 euro a chilometro". Una cifra irrisoria dunque. Infatti due gare sono andate deserte e i Comuni, come Camaiore, avendo i soldi contati, avrebbero dovuto tagliare tutte le corse per i tratti "deboli". "Si è dunque deciso di finanziare il servizio in parte di tasca propria – prosegue – e mancando circa 50mila euro, nel 2025 su 31 Comuni della Provincia solo Pietrasanta non ha tirato fuori i soldi. Questi servono per poter pagare all’azienda che vince la gara 2,15 euro al chilometro invece che 1,75 euro". E qui sta il problema di Pietrasanta. Per Casoli invece, anche se Camaiore ha versato quella cifra in più, il caso è generale e dipende direttamente dalle risorse a disposizione che hanno costretto i Comuni, tra cui appunto il nostro, per poter pagare un prezzo di mercato all’azienda, a tagliare le corse dove risultano utenze, in media, da zero a una. Ovvio che si è inciso sull’estate dove non c’è la scuola. Si sono tagliati in tutto 1,5 milioni di chilometri di corse: "È giusto precisare – conclude Pierucci – che a settembre, in generale, i mezzi di Autolinee Toscane sono 60 e in estate solo 15". Isabella Piaceri