Nella seconda edizione diretta dalla compositrice di musica elettronica Caterina Barbieri la Biennale Musica vuole farci tornare allo stupore: il titolo della rassegna è preso da Emily Dickinson. Ed è sorprendente la scelta del Leone d’oro, che verrà consegnato a Keiji Haino: ma anche questo ciclo vuole mettere in dialogo mondi musicali diversiÈ lo stupore il punto di partenza, quello stupore che prova un bambino quando comincia a scoprire il mondo, anche attraverso i suoni. Ed è a quelle sensazioni che il programma della Biennale Musica, nella seconda edizione diretta dalla compositrice di musica elettronica Caterina Barbieri, vuole farci tornare. Riscoprendo gemme preziose, poco conosciute, rivolgendosi a sperimentazioni che nella loro radicalità trovano il modo per risvegliarci dal torpore, per portarci a un ascolto di nuovo meraviPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Marco De VidiGiornalista e autore, collabora, tra gli altri, con The Guardian, Le Monde, il Manifesto, Internazionale.
Si occupa di musica, cultura e appartenenza, con attenzione ai movimenti underground, ai linguaggi artistici di sperimentazione, al rapporto tra arte e società.
È co-autore di «Bagliore» (Il Saggiatore, 2020) e «Se solo queste guerre non scoppiassero a piangere» (Agenzia X, 2023).









