VENEZIA - Un festival che comincia sull'acqua, come solo Venezia sa fare. La Biennale Musica 2025, al debutto sotto la direzione di Caterina Barbieri, si è aperta ieri con un corteo musicale tra i canali di Sant'Elena e l'Arsenale.
La Stella Dentro è il titolo scelto dalla compositrice per un programma che esplora la musica come spazio di libertà, oltre generi e confini. L'apertura è stata affidata a "Cry of Our Guardian Star", la processione musicale ideata dall'artista multidisciplinare Chuquimamani-Condori, statunitense di origini boliviane e Leone d'argento 2025. Un'opera che intreccia ritualità antiche e linguaggi contemporanei, rievocando le "cerimonie d'acqua" della cosmologia aymara e connettendole con la dimensione sociale e simbolica di Venezia, città che da sempre vive in equilibrio tra mare e cielo. La processione, concepita per Venezia, ha preso forma su nove imbarcazioni (barchini, cacciapesca, cofani) amplificate, dove le sonorità sembravano nascere dal loro stesso movimento. Il corteo è partito dal canale di Sant'Elena alle 18 per approdare all'Arsenale alle 18.30, davanti all'Isolotto dell'Arsenale, dove si è concluso con il concerto di Los Thuthanaka, il duo formato da Chuquimamani-Condori e dal fratello Joshua Chuquimia Crampton. Al Teatro alle Tese, a partire dalle 21, sono andati in scena il chitarrista portoghese Rafael Toral in dialogo per Traveling Light con il suo ensemble acustico; il sassofonista norvegese Bendik Giske con Into the Blue e la musicista belga-congolese Nkisi (alias Melika Ngombe Kolongo) con Anomaly Index.








