“La bomba a Don Patriciello fu un’iniziativa dei Monfregolo per far ricadere la colpa sui Ciccarelli di Caivano, che si erano schierati con il mio gruppo”. Pasquale Cristiano, ex ras della 167 di Arzano oggi collaboratore di giustizia allora in guerra con il clan Monfregolo, ha ricostruito ai pm antimafia il retroscena dell’attentato al parroco anticamorra Maurizio Patriciello.
Nella notte del 12 marzo 2022 fu piazzato e fatto esplodere un ordigno davanti al cancello della sua chiesa, dedicata a San Paolo Apostolo, nel parco Verde di Caivano. Il movente quindi, alla luce delle dichiarazioni del pentito, sarebbe stato quindi duplice: intimidirlo e far ricadere la colpa sul clan con base a Caivano. Cosicché l’attenzione degli inquirenti, già molto alta, si sarebbe rivolta ai nemici di malavita. “I Monfregolo volevano colpire me, creando confusione e problemi sul territorio di Caivano”, ha messo a verbale Pasquale Cristiano. “La bomba fu messa dopo che andò a vuoto un incontro tra loro e i Ciccarelli e capirono che non potevano essere alleati con noi”.
Le rivelazioni di Pasquale Cristiano sono agli atti dell’inchiesta che ha portato all’alba di oggi all’arresto di 17 persone legate al clan della 167 di Arzano, collegato alla camorra di Secondigliano, per 416bis ed estorsione. I pm antimafia e i carabinieri del Nucleo investigativo di castello di Cisterna hanno ricostruito la guerra interna tra i Monfregolo e i Cristiano e una serie di minacce a commercianti e imprenditori ad Arzano. Nell’ordinanza si fa anche riferimento agli autori del finto manifesto funebre a Biagio Chiariello, comandante della polizia municipale di Arzano, e a chi avrebbe piazzato nel 2019 la bomba giornalista anticamorra Domenico Rubio. Tutti episodi non contestati nell’ordinanza a nessun indagato.







