«Lo Stato non farà mai un passo indietro» aveva avvertito la premier Giorgia Meloni dopo l’ultima grave minaccia a don Maurizio Patriciello consegnata, letteralmente a mano, dal suocero del boss Ciccarelli. E così questa mattina i carabinieri hanno “occupato” il Parco Verde di Caivano, laddove opera l’agonizzante cosca Ciccarelli e dove insiste la parrocchia Santo Apostolo di don Patriciello, per dare seguito al monito della presidente del Consiglio dei ministri.

Il punto di approdo dei militari dell’Arma è stato viale Margherita, laddove, sabato sera, s’è verificata una “stesa” di camorra firmata da giovanissimi in danno dei Ciccarelli. I militari dell’Arma hanno avviato una “bonifica” dell’area, che ha consentito nell’immediato di rintracciare veicoli rubati. È stato recuperato un ape car rubato nel 1998 a Casarano (Lecce). Sono in corso perquisizioni e controlli anche negli stabili di edilizia popolare del Parco Verde. Controlli straordinari che puntano a dimostrare la volontà dello Stato di riprendersi un rione per decenni sotto scacco da parte della criminalità organizzata e per decenni trasformata in una fiorente piazza di spaccio tra le più grandi d’Europa. Sul caso Caivano si terrà in serata una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, voluta dal prefetto di Napoli Michele di Bari. Mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha preannunciato una sua visita a breve a Caivano e ha disposto l'intensificazione delle misure di tutela nei confronti di don Maurizio Patriciello. Il parroco, nella mattinata di ieri, stava officiando messa quando ha ricevuto l’ennesima minaccia: uno dei fedeli che si era messo in fila per ricevere la Comunione, gli ha fatto scivolare tra le mani un fazzoletto appallottolato. Tornato sull’altare, don Patriciello ha consegnato il fazzoletto a una giornalista lì presente, Marilena Natale, che avendo notato la scena gli si era avvicinata per capire cosa stesse accadendo. Quindi il fazzoletto è stato dato agli uomini della scorta della giornalista che hanno trovato all’interno il proiettile calibro 9x21. L’uomo, Vittorio De Luca, è stato fermato e successivamente arrestato per stalking con l’aggravante della matrice camorristica. Già in passato aveva minacciato don Patriciello: nel giugno 2024 De Luca entrò in chiesa armato di coltello. Gli uomini della scorta di don Patriciello notarono però l’arma che fuoriusciva da una tasca dei pantaloni e bloccarono per tempo De Luca, che poi fu denunciato a piede libero. Successivamente processo, De Luca venne prosciolto in quanto ritenuto affetto da patologie psichiatriche. Dal canto suo Don Patriciello si è detto particolarmente scosso per l’accaduto. «Ho avuto paura innanzitutto per i bambini. Ce n'erano tanti che seguivano la messa e non sopporto che debbano trovarsi in situazioni di tensione. È una cosa che proprio non riesco a tollerare», ha spiegato ai giornalisti. Continuano, intanto, ad arrivare messaggi di solidarietà a don Patriciello. Tra questi quelli di Nicola Gratteri, capo della procura di Napoli: «Don Patriciello ha il grande merito di aver acceso una luce su Caivano, è un prete vero che sa guidare credenti e non che hanno potuto apprezzare i benefici del suo operato. Ha avuto il merito di scuotere la sensibilità politica e questo governo, a iniziare dalla premier Meloni, ha fatto cose importanti a Caivano», ha detto Gratteri a Rainew24. Il procuratore si è anche soffermato sull’intervento del Governo a Caivano: «Non si è trattato solo di facciata: è stata ristrutturata una palestra olimpionica dove gratuitamente gli atleti della polizia accolgono centinaia e centinaia di bambini e di ragazzi. Non c'erano vigili urbani, educatori e psicologi e ora ci sono e c'è anche una compagnia dei carabinieri. Sono state fatte delle cose vere e concrete».