L’intimidazione a Biagio Chiariello, all’epoca comandante della Polizia Locale di Arzano, avrebbe fatto parte della strategia del gruppo Cristiano per indebolire la fazione avversaria, quella dei Monfregolo.

Un manifesto funebre, finto, con sopra il volto dell'allora capo della Polizia Locale di Arzano e la data di morte, indicata in tre giorni dopo. Una chiara intimidazione, che però non sarebbe stata diretta al comandante Biagio Chiariello: sarebbe servita a far sì che forze dell'ordine e magistratura facessero quello che lui, dal carcere, non poteva fare, ovvero indebolire, seppur con strumenti diversi, la fazione avversaria. A rivelare questa strategia è Pasquale Cristiano, ex boss della 167 di Arzano (Napoli) e oggi collaboratore di giustizia.

Le sue dichiarazioni di "Picstic", datate 24 ottobre 2022, sono contenute nell'ordinanza del gip Nicoletta Campanaro, emessa su richiesta della Dda di Napoli e notificata dai carabinieri di Castello di Cisterna nei confronti di 17 persone per i reati di di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata e continuata ed usura. Il manifesto contro il comandante della Polizia Locale di Arzano era stato fatto trovare agli inizi del marzo 2022. In quel periodo Cristiano era detenuto. E i sospetti, naturalmente, si erano diretti sull'altra fazione della 167, il gruppo con cui l'ex boss era entrato in contrasto. "Ero in carcere, cercavo una strategia per indebolire i Monfregolo – dice Cristiano – a quel punto, sapendo che il comandante dei vigili urbani era reattivo e determinato, organizzai la cosa del manifesto funebre e sono anche molto dispiaciuto del fatto che oggi il comandante abbia la scorta. Non volevo minacciare lui ma far crescere la pressione sui Monfregolo".