Dentro al Palastadera ci sono piccioni morti, puzza di marcio e devastazione totale. L’area del parcheggio, al di sotto della struttura, è una palude con mezzo metro d’acqua che divora le fondamenta dell’edificio. Il palazzetto che fu simbolo di rinascita e recupero di un quartiere è chiuso dal 2017, da quel momento solo promesse, idee, speranze, mentre i ladri di ferro spogliavano il palazzo e l’abbandono apriva le porte dal degrado profondo. Attualmente il Palastadera è al centro di un progetto finalmente reale. Sul tavolo dieci milioni di fondi europei: la documentazione presentata dal Comune ha superato tutti gli scogli della burocrazia, da palazzo San Giacomo agli uffici della Regione che hanno dato il benestare, adesso è arenato a Roma, nelle stanze del Ministero che deve, formalmente, passare i soldi alla Campania per avviare le procedure d’avvio dei lavori. «Però sappiamo che il processo al ministero è ben avviato, ne ho già parlato con il presidente della Regione, Roberto Fico, che pure segue da vicino la questione. Presto l’ultimo scoglio burocratico sarà superato e partirà finalmente il recupero del Palastadera», l’assessore comunale allo sport, Emanuela Ferrante, ha solide certezze e sorride mentre guarda al futuro del palazzetto di Poggioreale. Vi diremo tra qualche riga come sarà trasformato l’impianto perché il racconto del futuro si scontra con il presente, di fronte alla domanda: quand’è che i ragazzi torneranno ad allenarsi al Palastadera?
Napoli, ecco il rudere del Palastadera: «Riaprirà entro il 2030»
Dentro al Palastadera ci sono piccioni morti, puzza di marcio e devastazione totale. L’area del parcheggio, al di sotto della struttura, è una palude con mezzo metro d’acqua che...










