Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLo Stretto di Hormuz riaprirà dopo la firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran prevista per venerdì, e il transito attraverso il canale sarà "permanentemente gratuito". È questa la versione di Donald Trump sulla riapertura del tratto di mare su cui fin dall'inizio dell'attacco israelo-americano si è concentrata l'attenzione del mondo e da cui prima della guerra transitava circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio.

L'annuncio di Trump ha provocato un calo di quasi il 5% del prezzo del Brent, portandolo a circa 83 dollari al barile. I media iraniani tuttavia contraddicono la versione americana. Le due agenzie di stampa iraniane semi-ufficiali legate alle Guardie Rivoluzionarie hanno fatto sapere che Teheran consentirà il transito gratuito solo per i 60 giorni in cui si svolgeranno ulteriori negoziati, mentre allo scadere dei due mesi saranno imposte delle tariffe 'sul transito. L'agenzia Fars scrive che l'Iran "intende trarre profitto economico dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto" e durante tutto il conflitto, Teheran ha sempre sostenuto che non avrebbe rinunciato al controllo dello Stretto di Hormuz dopo la guerra, salutando il mantenimento del canale come la sua più grande vittoria e promettendo di imporre tariffe alle navi che utilizzano il corridoio marittimo anche in tempo di pace. L'esito finale dipenderà in ultima analisi dall'andamento dei negoziati e da ciò che l'Iran riuscirà a ottenere in cambio dell'accordo di mantenere lo Stretto di Hormuz permanentemente aperto e senza pedaggi. Per rinunciare ai benefici economici derivanti dall'apertura dello Stretto è prevedibile che Teheran richiederà significative concessioni. "Le navi stanno iniziando a lasciare lo Stretto di Hormuz, molte delle quali cariche di petrolio", ha annunciato Trump. Tuttavia l'incertezza sulla riapertura dello stretto lascia in stand by le compagnie le principali organizzazioni del trasporto marittimo. Per armatori e operatori del settore, le condizioni di sicurezza non consentono ancora una ripresa immediata della navigazione. Il colosso danese Maersk, ha dichiarato di "accogliere con favore" l'accordo annunciato da Stati Uniti e Iran, ma ha precisato che "è troppo presto per valutarne l'impatto e che al momento non sono previsti cambiamenti per le attività del gruppo in Medio Oriente".