Il territorio vibonese compie un passo decisivo verso un modello di ospitalità evoluto e pienamente inclusivo. È stato siglato oggi il protocollo d’intesa tra il GAL Terre Vibonesi e l’Associazione Italiana Celiachia Calabria APS, un accordo volto a elevare gli standard di accoglienza per i turisti celiaci. La firma, apposta dal Presidente del GAL Vitaliano Papillo e dalla Presidente di AIC Calabria Giuseppina Grosso, formalizza un impegno condiviso per integrare la sicurezza alimentare all’interno delle strategie di valorizzazione territoriale, inserendosi con coerenza nel percorso tracciato dal Marchio Territoriale Terre Vibonesi. L’obiettivo è trasformare l’offerta “senza glutine” in un tratto distintivo di qualità, capace di intercettare una platea di viaggiatori sempre più attenta e qualificata, offrendo al contempo agli operatori locali, dagli agriturismi ai ristoranti, strumenti concreti per accrescere la propria competitività sul mercato nazionale e internazionale.

La sinergia come motore di sviluppo territoriale

La collaborazione si articolerà attraverso un programma sistematico di formazione, sensibilizzazione e promozione, finalizzato a incrementare il numero di strutture ricettive del comprensorio in grado di garantire servizi certificati e sicuri. L’iniziativa non risponde solo a una necessità di tutela del consumatore, ma interpreta l’inclusione come un volano di crescita per l’intera filiera turistica. “Questo protocollo nasce da una convinzione semplice ma concreta: un territorio che sa accogliere tutti è un territorio più competitivo” ha dichiarato il Presidente del GAL Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo. “Le Terre Vibonesi stanno costruendo un’identità riconoscibile, e il Marchio Territoriale è lo strumento con cui stiamo mettendo ordine e valore in ciò che già esiste. Lavorare con AIC Calabria significa aggiungere a questo percorso una dimensione concreta di inclusione: le imprese del nostro territorio avranno la possibilità di formarsi, di adeguarsi e di trasformare l’accoglienza dei celiaci da obbligo in opportunità. Il turismo che vogliamo attrarre è un turismo di qualità, e la qualità passa anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno”.