Sfide scientifiche
Cloud
La crescita della domanda di capacità computazionale porta con sé una conseguenza spesso sottovalutata: una quota rilevante delle emissioni associate all’informatica non deriva dall’energia consumata durante l’utilizzo dei sistemi, ma dalla produzione stessa dell’hardware. Processori, memorie, schede elettroniche e componenti di rete richiedono infatti materie prime, lavorazioni industriali complesse e filiere globali ad alta intensità energetica. In un momento in cui i data center espandono rapidamente la propria infrastruttura per sostenere applicazioni cloud e intelligenza artificiale, il tema del carbonio incorporato nell’hardware assume un peso sempre maggiore.
La sostituzione degli smartphone segue ritmi particolarmente rapidi: gli utenti, in media, cambiano il loro dispositivo mobile principale ogni 4 anni, anche quando il chip, la memoria e l’architettura di elaborazione restano perfettamente funzionanti. Da questa osservazione nasce un progetto sostenuto da Google Research e sviluppato presso l’Università della California di San Diego: trasformare telefoni dismessi in una piattaforma di calcolo general purpose a basse emissioni, capace di supportare attività accademiche e carichi cloud senza richiedere la produzione di nuovi server.












