La tregua tra Stati Uniti e Iran apre una fase incerta: Teheran resiste ma esce più debole, con economia ferita e leadership divisa. Sullo sfondo Russia in affanno e alleanze fragili. Ma per Washington il nodo decisivo resta uno: come gestire l’ascesa della Cina, vero problema dei problemi strategico. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

Teheran non ha perso, ma nemmeno ha vinto. La nuova fase di ricostruzione sarà delicata, con una leadership divisa. La Russia potrebbe sgretolarsi, e la Cina deve raccogliere i cocci — ma quali? L’annuncio della pace nella guerra tra Stati Uniti e Iran segna una nuova fase strategica per entrambi i Paesi. L’Iran è un misto di radicalismo e pragmatismo. La guerra con l’Iraq negli anni Ottanta e il recente scontro con gli Stati Uniti hanno contribuito a puntellare il regime nei momenti in cui era gravemente scosso.

Ora ha ottenuto un successo importante imponendo il blocco dello Stretto di Hormuz. Ma la società e l’economia hanno portato ferite profonde, e la leadership è divisa. Questa divisione potrebbe diventare un problema nel futuro, quando si tratterà di affrontare la questione economica. Il regime potrebbe cavarsela peggio in pace che in guerra.