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Lorenzo Nicolao

I comitati locali aspettano l’esito della kermesse romana. Martucci, uscito da Fratelli d'Italia per unirsi all'ex generale: «Pronti a darci da fare»

Fine settimana di giugno con la costituente di Futuro Nazionale (FnV) all’auditorium della Conciliazione di Roma. Weekend caldo anche per la politica altoatesina. Il partito del generale Roberto Vannacci sta preparando il proprio organigramma. Con la definizione dei vertici nazionali si passerà nelle prossime settimane a quella dei referenti regionali. Per il Trentino-Alto Adige uno per ogni provincia autonoma. I delegati che hanno raggiunto la capitale dall’Alto Adige sono otto. Cinque per il comitato del consigliere comunale Giuseppe Martucci, quello del capoluogo. Tre per quello dell’ex assessore provinciale leghista Massimo Bessone. Fino a domenica sera prenderanno parte alla kermesse di Roma, che ha riunito circa 1.700 delegati da tutto il territorio nazionale tra oltre 100mila iscritti.

L'ex FdI Martucci: «Sorpreso dalla partecipazione»«Mi ha sorpreso la partecipazione», ha ammesso stupito Martucci, che insieme al collega Andrea Lucci aveva lasciato in aprile Fratelli d’Italia per entrare a far parte del gruppo misto, prima di passare nei giorni scorsi con FnV. Auditorium pieno, ma tante persone anche fuori, incuriosite da un movimento travolgente. Non solo chi viene dalla politica, ma anche tanti professionisti, avvocati e architetti. «Venerdì sera — prosegue Martucci — ho potuto parlare con Vannacci a un evento organizzato dal partito alla vigilia della costituente. Una conversazione ricca di spunti. Siamo pronti a darci da fare anche nel contesto altoatesino, a stretto contatto con il territorio. Ho in mente anche qualcosa con il mio brand di abbigliamento, ma sarà una mia iniziativa personale». In serata ha preso la parola il generale stesso, arringando le «sue truppe», mentre la lista degli interventi sul palco, in base alle iscrizioni, avrebbe interessato oltre duecento delegati, a prova del grande entusiasmo intorno al partito che sembra sfidare più Meloni e Salvini, che Schlein o Conte.