Il generale Roberto Vannacci ha scelto la cornice monumentale dell'Eur, il quartiere romano dove l'architettura si fa manifesto di un futurismo senza tempo, per celebrare la sua definitiva trasformazione in leader politico. Non si tratta più di un’incursione nel dibattito pubblico, ma di una sfida strutturata che mira a scardinare gli equilibri consolidati del centrodestra.

Presenti tra gli altri i deputati Emanuele Pozzolo (fresco di patente ritirata), Edoardo Ziello e Rossano Sasso. L’europarlamentare ha raccontato “La mia patria è un’idea”, annunciando la prossima uscita di un suo libro sulla remigrazione perché, ha detto, «la remigrazione non è una legge, è una politica. È una necessità se vogliamo tenere in vita la nostra civiltà».

Sbagliato celebrare la fine prematura della premier

politologo

Oggi il generale ha più di un motivo per festeggiare: intanto ha sfondato quota novantamila iscritti, attratti dalla «vera novità politica degli ultimi quindici anni». I sondaggi fin qui paiono dargli ragione. Forte dei risultati delle amministrative e di rilevazioni che accreditano il suo movimento intorno al 5 per cento, poco sotto una Lega che sembra annichilita, Vannacci si prepara al battesimo ufficiale della sua creatura il 13 e 14 giugno, quando radunerà le truppe per la prima Assemblea costituente del partito.