Roma, 4 giu. (askanews) – A poco più di una settimana dall’assemblea costituente del partito, in programma il 13 e il 14 giugno all’auditorium della Conciliazione, Roberto Vannacci scalda i motori con il primo evento romano di Futuro Nazionale annunciando che il partito ha raggiunto quota 90mila iscritti. “Non siamo un movimento, siamo un partito. Futuro Nazionale è partito e chi lo ferma adesso? Non lo ferma Calenda, né la Piccolotti, né Bersani, né Marina Berlusconi. Se questi signori continueranno a parlare di noi raggiungeremo il 20% nel giro di poche settimane”, dice dal palco a una platea gremita – anche di giovanissimi – che lo accoglie con un’ovazione tra bandiere tricolore, bandiere del partito fresche di stampa, qualche braccialetto con la croce celtica.

Colonna sonora ‘L’italiano’ di Toto Cutugno, la location è il Salone delle Fontane all’Eur, il titolo all’evento “La mia patria è un’idea” organizzato dall’ex dirigente di An ed ex deputato del popolo della Libertà Francesco Biava. Il fu vicesegretario della Lega arringa con i suoi cavalli di battaglia: la remigrazione, la critica dell’Unione europea. Da europarlamentare ammette candidamente: “Io non mi sento europeo”. E chiede ai suoi sostenitori: “Qualcuno di voi si sente europeo?”. La risposta è corale: “Noooo”. “C’è una sola caratteristica che ci accomuna da Capo Nord a Malta: la cristianità”, dice.