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Daniele Sparisci, inviato a Barcellona

Dalla crisi profonda della passata stagione al trionfo a Barcellona, il primo sulla Ferrari. Lewis, il Baronetto che è tornato re lavorando su se stesso e con l'aiuto della squadra

Gli olé scandiscono l’attesa, il divo si fa aspettare. Gli impegni «istituzionali» vanno per le lunghe, il popolo rosso lo aspetta euforico ma composto. Fra i meccanici c’è Pietro Timpini che ha vissuto l’era Schumacher. Ancora non era in Ferrari trent’anni fa quando Michael, qui sotto il diluvio, vinse la sua prima gara con la Scuderia, ma ha sentito un’infinità di racconti. Ragazzi che potrebbero essere suoi figli forse un giorno ricorderanno la rinascita di Sir Lewis, settimo centro in Spagna come nessuno mai. Un boato lo accoglie, si è tolto le extension e ondeggia fra gli spruzzi di champagne.

Che la fiesta cominci in un intreccio di incredibili coincidenze: Alonso, ultimo a vincere su una Ferrari in Spagna nel 2013, ha innescato la safety car — ennesimo guasto dell’Aston Martin — che ha spianato la strada al britannico verso la vittoria con il terzo decisivo cambio gomme, una beffa per Russell e Antonelli. Hamilton singhiozza al traguardo: «Forza Ferrari, non ce l’avrei mai fatta senza di voi».