di
Daniele Sparisci
Lewis Hamilton ricorda il periodo buio di un anno fa: «Qui sono rinato»
Come si cambia. Budapest, dodici mesi fa. Hamilton si sentiva «inutile» e suggeriva alla Ferrari di prendere un altro pilota. Antonelli toccava il fondo, incagliato in quel mare di squali che è la F1. Ieri sorrisi e battute sul circuito che nel 1986 alzò la Cortina di ferro. Fiducia e leggerezza dettata dalle condizioni di classifica in un confronto che fa godere l’Italia: Kimi, il leader inatteso, comunque finirà domenica ci sarà lui al comando del Mondiale.
Poi ciao ciao e via verso altre rotte, le vacanze in barca con gli amici e il papà Marco in versione dj a mixare musica house. «Ma spero di fermarmi con un vantaggio ancora più grande, sento il bisogno di staccare dopo otto mesi di fuoco anche se so che dopo 3-4 giorni mi inizierò a rompere le scatole». Oggi salta le prime prove libere per lasciare la Mercedes alla riserva Frederik Vesti, sarebbe ancora più felice di trionfare nella tana della Ferrari (l’Hungaroring con le sue curve lente ben si adatta alla Rossa, almeno sulla carta), da underdog: «Partire non da favorito è ancora meglio, ti dà la carica giusta, non senti di dover strafare. È già successo a Montecarlo, quindi... Qui la Ferrari andrà sicuramente forte, ci metto anche la McLaren che porta degli aggiornamenti. Per noi non sarà semplice, è una pista con tanti cambi di direzione ma a Monaco era una situazione simile».












