Se la sfortuna ci si mette di mezzo, non ci sono comunque problemi. Andrea Kimi Antonelli si arrabbia, poi prende la lezione come un'opportunità e torna in pista più forte di prima. Il 19enne talentino della Stella cancella le delusioni dei ritiri di Barcellona e Silverstone e riparte da Spa nel proprio cammino verso il Mondiale. Lo fa con una prestazione attenta, dopo aver fatto capire dalle seconde libere che nelle Ardenne ne aveva più di tutti. Nel frattempo che la iella facesse pari e patta a inizio gara in casa Mercedes — con George Russell subito fuori in gara (stessa sorte di Montreal) in un contatto contro la Ferrari di Lewis Hamilton (4° e con 5 secondi di penalità scontati al pit per il contatto) — il bolognese ha dovuto ricostruire la vittoria quando dopo la Virtual di metà gara (per detriti in pista) si era trovato dietro alla Ferrari di Charles Leclerc, e poi è volato verso il sesto successo della carriera. Così facendo ha raggiunto Riccardo Patrese al secondo posto tra gli italiani più vincenti, dietro solo ad Alberto Ascari (13). Eguagliando il record italiano di trionfi dello stesso Ascari nel 1952. «Bello tornare a vincere, dopo alcune tappe difficili — le parole di Antonelli — È stata una gara combattuta, ma abbiamo recuperato terreno. Lo slancio l’ho sempre avuto, non portavo a casa i risultati ma non mi arrendevo. Bisogna cogliere ogni opportunità, poi vedremo cosa accadrà a fine anno». Troppo forte sia sul giro secco sia nel passo gara nelle Ardenne, il bolognese, che ha dovuto sudare però più del previsto. Al via ha controsuperato Max Verstappen (3° finale) prima della fine del rettilineo del Kemmel, poi dopo la Virtual ha dovuto passare prima la McLaren di Lando Norris (7°) — super con gomma bianca dopo una grande rimonta dal 13° posto, per la penalità dovuta al cambio della quarta centralina, e poi dietro per una sosta troppo lunga (non usciva la posteriore sinistra) — e la SF-26 di Leclerc a 10 giri dalla fine. Per Charles è un 2° posto alla vigilia inaspettato, con la soddisfazione di essersi messo alle spalle la Red Bull di Verstappen, finito dietro dopo la Virtual di metà gara e fortissima soprattutto lato motore termico nel primo e terzo settore. La lotta Mondiale dice ora che il bolognese è a 50 punti da Russell (204-154), mentre Hamilton è a quota 159 e Leclerc 126. «Ho creduto alla vittoria fino alla fine dopo la Virtual — le parole di Leclerc — però il passo era relativamente forte. Abbiamo avuto 5-6 giri difficili con le Hard all’anteriore, ma il passo in avanti c’è stato». La Ferrari vola in Ungheria (la prossima settimana la gara) con un’auto solida e migliorata rispetto a quella di inizio stagione, oltre a un team che sa dimostrarsi attento e pronto a capitalizzare le occasioni nelle ultime gare. Lo dimostra la prontezza nel saper richiamare entrambi i piloti con la Virtual, garantendo a Leclerc di rientrare davanti alla Mercedes di Antonelli e alla Red Bull di Verstappen. Raccogliere il podio con uno dei due piloti era l’obiettivo e il team ci è riuscito con il monegasco. Dà speranza vedere che proprio Leclerc rimanesse agganciato nel finale ad Antonelli nonostante il sorpasso decisivo subito, e fortuna per lui vuole che non abbia preso penalità di 5 secondi nel contatto contro Oscar Piastri a inizio gara in fondo al Kemmel (fondo danneggiato per l’australiano), altrimenti la gara sarebbe cambiata. Per Hamilton invece è una domenica-no, la penalità (eccessiva) di 5 secondi per il contatto che ha fatto finire fuori Russell lo ha relegato dietro (proprio il rivale, a fine gara, ha definito l’urto un «incidente di gara»). Poi però quando sono stati scontati nella sosta, Lewis è ripartito urtando con l’anteriore destra il meccanico che regolava l’ala anteriore. La situazione ha portato a una seconda investigazione per unsafe release, con il risultato che arriverà a fine gara e che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe portare a una semplice multa. Nel resto di gara l’inglese — pilota più vincente in attività nelle Ardenne (5 trionfi) — ha superato Piastri e si è preso il quarto posto finale, bene considerando la prima parte del GP, ma per lui non è arrivato nessun successo che gli avrebbe permesso di raggiungere le leggende Michael Schumacher (prima vittoria della carriera qui nel ’92 con la Benetton) e Ayrton Senna. La buona notizia è che ora Lewis è secondo in classifica Piloti. Hanno chiuso la top-10 di Spa: Isack Hadjar — ottimo 6° dopo la gara di rimonta dal fondo per il cambio del montone — Gabriel Bortoleto (8°), Arvin Lindblad (9°) e Franco Colapinto (10°).