Maurizio Codogno, meglio noto in rete come .mau., racconta come lui vede la matematica, con la scusa di non doverla insegnare né crearne di nuova. Un professore ha “dimostrato” che un LLM non potrà mai superare la creatività di un bravo dilettante. Ma stiamo facendo la domanda corretta?

Lo scorso novembre David Cropley dell’University of Adelaide ha pubblicato un paper dal titolo “The Cat Sat on the …?” Why Generative AI Has Limited Creativity, sul Journal of Creative Behaviour. Ne ha parlato il sito PsyPost, con un articolo che chiosa i risultati del paper con il titolo “un soffitto matematico limita l’IA generativa a una creatività da dilettante”. Cropley, che è Professor of Engineering Innovation – qualsiasi cosa voglia dire, non sono riuscito a trovare quali studi abbia fatto – prende una definizione standard di creatività e la applica alla produzione degli LLM, che di base generano statisticamente una parola dopo l’altra. Cropley nota che c’è una proporzionalità inversa tra l’originalità della parola aggiunta e la sua efficacia: definendo la creatività come il prodotto tra originalità ed efficacia, è facile mostrare come questo prodotto non può mai superare il 25%. Questa percentuale sarebbe il limite tra la creatività di un (bravo) dilettante e quella di un (pessimo) professionista.