Fonti informate hanno rivelato ad "Al Arabiya" i contenuti principali dell’intesa preliminare raggiunta tra Stati Uniti e Iran dopo mesi di intensi negoziati. Secondo le fonti, Washington si impegna a cessare tutte le operazioni militari su ogni fronte, inclusa la linea libanese, per stabilizzare la situazione regionale e impedire un allargamento del conflitto.Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a sollevare l'assedio imposto all’Iran e a procedere a un graduale alleggerimento delle sanzioni americane e internazionali, legato all’attuazione dei vari punti dell’accordo.Tra le misure economiche, è previsto il sollevamento delle restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, che consentirà a Teheran di riprendere parte della sua attività economica e commerciale.In cambio, l’Iran si impegna a riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale entro 30 giorni, garantendo il libero flusso del commercio globale e dell’energia. Teheran si impegna inoltre a non produrre, possedere o acquisire armi nucleari, clausola definita da Washington come "pilastro fondamentale" dell’intesa.L’accordo prevede anche negoziati entro 60 giorni per lo smantellamento delle scorte di uranio arricchito.Parallelamente, proseguiranno i colloqui tecnici sul programma nucleare, sui meccanismi di verifica e sulla completa applicazione delle sanzioni. Lo stesso "New York Times" riporta che il presidente Donald Trump ha avvertito: gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi militari contro l’Iran se non si arriverà a un accordo nucleare definitivo.Trump ha definito l’intesa attuale "un passo importante" verso una soluzione più ampia, ma ha ribadito che il rispetto degli impegni da parte iraniana sarà condizione indispensabile. Ha inoltre confermato che lo Stretto di Hormuz sarà "permanentemente esente da pedaggi" in base all’accordo. Se completato nelle sue fasi successive, questo patto rappresenta uno dei più significativi cambiamenti nelle relazioni tra Washington e Teheran da anni, combinando aspetti di sicurezza, militari ed economici, con la speranza di ridurre le tensioni regionali e aprire la strada a soluzioni più ampie su vari dossier caldi.