di
Maria La Barbera
Dalla campagna astigiana a uno dei più grandi gruppi dolciari italiani: la nipote Erica racconta l'uomo che creò 2.500 posti di lavoro, rivoluzionò il settore dei biscotti e non dimenticò mai le sue origini
Erica Maggiora, insegnante di cucina Cordon Bleu, imprenditrice ed erede del fondatore del biscottificio Maggiora, insieme alle figlie Carolina e Camilla custodisce la memoria di Ermenegildo, per tutti «Gildo», l’uomo che nel 1929, partendo da Refrancore d’Asti diede vita a quella che sarebbe diventata una delle più importanti realtà dolciarie italiane. Una storia nata dalla campagna, grazie al suo intuito ed a una visione imprenditoriale rara, arrivata a creare migliaia di posti di lavoro.
Chi era Gildo?«Mio nonno era un uomo semplice del secolo scorso. Nato nel 1903 a Barcara, figlio di contadini e sesto di otto fratelli. Ha frequentato la scuola fino alla terza elementare ed ha iniziato subito a lavorare. Aveva un intuito straordinario per gli affari, da ragazzo acquistò a credito un vagone di gorgonzola, di notte porzionava le forme che avrebbe venduto porta a porta, il giorno successivo. Lavorava senza sosta».








