T-shirt e felpe bianche come il latte e lo zucchero che usano per preparare i biscotti, grembiuli marroni come il cioccolato che impreziosisce i loro lievitati. La loro missione è cambiare il mondo con dolcezza: sono i ragazzi di Frolla, la cooperativa sociale marchigiana che dà lavoro a 35 persone con disabilità di varie tipologie (sindrome di Down, autismo, ritardi cognitivi e disabilità motorie) con l’obiettivo di offrire loro un’opportunità di inserimento lavorativo.
«Una grande famiglia», la definiscono i ragazzi, che si dividono tra il microbiscottificio, il DiversamenteBar, il supermercato, il negozio online e pure il food truck FrollaBus. A ognuno la sua mansione: c’è chi impasta, chi inforna, chi prepara caffè o aperitivi, chi mette in ordine gli scaffali e chi sta alla cassa.
Il progetto germoglia nel 2018 da un’idea di Jacopo Corona e Gianluca Di Lorenzo: il primo aspirante pasticciere, l’altro operatore sociale. Una straordinaria rete solidale e una campagna di crowdfunding permettono di fondare quello che è oggi diventato un vero e proprio modello di impresa sociale collettiva.
Biscotti artigianali fatti col cuore
Nel laboratorio di Osimo si cucinano biscotti artigianali che nascono dal cuore, ma soprattutto da materie prime di qualità, per lo più di territorio: «Il pietismo qui è bandito, i nostri prodotti si vendono perché sono buoni, non perché ci lavorano ragazzi svantaggiati», mette in chiaro Jacopo. Che aggiunge: «Frolla nasce per combattere i pregiudizi. Molte persone disabili hanno delle abilità rare, ma purtroppo non riescono a trovare impiego né spazio di espressione. Noi offriamo loro un’opportunità, ma il nostro progetto va oltre la semplice vendita. È un luogo di condivisione. Abbiamo creato un ambiente inclusivo e diversificato, perché crediamo nel valore dell’impresa collettiva e nella forza della comunità».







