File e pienoni per l’edizione 2026, la quindicesima, di Repubblica delle Idee a Bologna. Dopo un cartellone di 80 eventi — dibattiti, incontri, spettacoli — organizzati tra Arena del Sole, libreria Ambasciatori, Modernissimo e piazza Maggiore, sempre stracolma. Un festival che ha il suo cuore qui perché, come ha spiegato l’ex direttore Ezio Mauro, dal palco sul Crescentone intervistato da Simonetta Fiori per i 50 anni di Repubblica e che questa rassegna l’ha ideata, «nel 2012 cercavamo la piazza italiana, uno spazio dove ci fosse l’edizione locale di Repubblica. Siamo stati doverosamente anche nelle altre sedi ma la piazza di Bologna rappresenta quasi didatticamente lo spirito civico della città italiana. Il centro di Bologna è facilmente percorribile e attraversabile. E poi basta guardarla». Sì bastava guardarla, ieri come sempre, stracolma, dalle 18 e 30 quando Prodi ha cominciato a parlare, per primo, intervistato da Francesco Bei.

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Ma anche Augias, in dialogo con la vicedirettrice Stefania Aloia, ha voluto tessere l’elogio della città ricordando anche Romano Montroni. La firma di Repubblica ha ringraziato Bologna e il grande libraio scomparso: «Come diceva Edmondo Berselli è quella parte d’Italia dove l’efficienza del nord incontra la cordialità del sud. E, prima di cominciare, voglio dedicare un pensiero affettuoso al mio amico Romano Montroni. Lui si è inventato i banchi dove i libri erano messi di piatto con la copertina. E siccome noi siamo in grado di fare tra le più belle copertine del mondo è stata una grande idea. Grazie Romano. Rammarico che ci hai lasciato». Così ha concluso la grande firma di Repubblica, presente fin dalla fondazione, nel 1976, chiamato da Eugenio Scalfari.