Approfondimento e inchieste sono l’anima di un giornalismo che ha fatto scuola. Il festival di Repubblica delle Idee, a Bologna dal 13 al 15 giugno, è l’occasione per un confronto con le grandi firme del nostro quotidiano e uno scambio con la comunità dei lettori.
Si seguiranno tante vie: diritti, politica, letteratura, spettacoli. L’idea è nel titolo: Raccontare il presente, immaginare il futuro. Un po’ di spunti, dunque, per scegliere come orientarvi. Michele Serra tornerà a parlare d’Europa e della genesi della grande manifestazione dello scorso 15 marzo a Roma, nata per difendere il sogno di Ventotene (venerdì 13 giugno, ore 22,10). Un ruolo, quello dell’Europa che rischia di passare oggi in secondo piano: L’alfabeto di Trump sarà protagonista di un incontro tra Stefano Massini e Stefano Cappellini (sabato 14, ore 11,15). Dibattono invece di un mondo in trasformazione Massimo Giannini e Lucio Caracciolo in Il grande disordine mondiale (domenica 15, ore 20,15, modera Laura Lucchini). Un programma ricco, curato da Silvia Barbagallo.
Non mancheranno le analisi politiche del presente, per capire a che punto siamo e che cosa si prospetta: da non perdere l’incontro con il direttore di Repubblica Mario Orfeo e Elly Schlein (Un’altra Italia è possibile, venerdì 13, ore 20,35). Corrado Augias invece cercherà di analizzare cosa, a dispetto delle divisioni, ci accomuna come italiani: la lectio Ma noi italiani chi siamo? è in programma sabato 14 (ore 20,45). Certamente non può essere accantonata l’anima cattolica del Paese. Sarà Caracciolo ad occuparsi del nuovo papa Leone XIV (domenica 15, ore 15). La stagione delle stragi sarà il focus dell’intervento di Lirio Abbate, da Ustica Bologna (domenica 15, ore 10,30). L’altro filo rosso è l’indagine storica. Ezio Mauro porta a Bologna lo spettacolo Il segreto di Lenin raccontando la figura di un leader riemerso come simbolo nell’odierna Russia di Putin (sabato 14, ore 16,30). E si parlerà di democrazie e populismi con Antonio Scurati e Michela Ponzani: come difenderci dalle involuzioni autoritarie? Saranno solo alcuni degli interrogativi sul palco, a partire dal ciclo di romanzi che lo scrittore ha dedicato a Mussolini (sabato 14, ore 12, 30). Di nuovi populismi parleranno anche Gianrico Carofiglio e Paolo Gentiloni, intervistati da Stefania Aloia (domenica 15, ore 18,45). E alle immagini del potere si dedicheranno Filippo Ceccarelli e Michele Smargiassi (domenica 15, ore 18). Il nuovo potere incarnato da Trump sarà centrale nel confronto tra Maurizio Molinari e Paolo Garimberti (Come cambia l’America, sabato 14, ore 11,45), mentre Linda Laura Sabbadini e Stefano Folli torneranno sul tema dell’Europa vista dall’Italia (sabato 14, ore 12,50). Ci sono poi i diritti. Ricordiamo alcuni degli appuntamenti: venerdì 13 Alessandro Bergonzoni è sul palco con Luigi Manconi (ore 11,30), mentre Massimo Recalcati parla di fratellanza (ore 18,30) e Gustavo Zagrebelsky di eguaglianza (ore 15); sabato 14 l’adolescenza è al centro di un incontro con Elena Stancanelli e Matteo Lancini (ore 15,45), mentre Vittorio Lingiardi e Roberto Burioni parlano di corpo e salute (ore 15) e Michela Marzano con Maria Novella De Luca di vite fragili (ore 18,30). Appuntamento domenica con Brenda Lodigiani e Edoardo Prati (ore 21) e con il reading Di madre in figlia di Concita De Gregorio, letture di Tecla Insolia e Sandra Toffolatti (ore 11,15). Infine l’arte e la cultura, che Scalfari con una bella rivoluzione volle al centro del giornale.












