C'è un fondale marino al largo di San Andrés, in Colombia, che la gente del posto ha soprannominato "El Castillo". Non è un relitto né una formazione naturale: è una struttura modulare di mattoni in argilla stampati in 3D, assemblati come LEGO sul fondo del mare. Tre mesi dopo l'installazione, i ricercatori avevano già contato 38 specie di pesci. Un anno dopo, il doppio dei coralli rispetto alla barriera naturale accanto. Dietro questa storia c'è rrreefs, una startup svizzera nata come spin-off del Politecnico Federale di Zurigo (ETH) nel 2020, con una missione dichiarata: "ripensare, ricostruire e rigenerare" le barriere coralline danneggiate in tutto il mondo. Uno degli aspetti più distintivi di rrreefs è il suo team fondatore, composto interamente da quattro donne con competenze radicalmente diverse. La biologa marina Ulrike Pfreundt, frustrata dalla lentezza della ricerca accademica, ha co-fondato l'azienda per trasformare la scienza in impatto reale. L'artista e sommozzatrice Marie Griesmar progetta le strutture affinché siano funzionali, stabili e visivamente integrate nell'ambiente marino. Hanna Kuhfuss gestisce le operazioni sul campo e le partnership scientifiche. Josephine Graf, con un passato alle Nazioni Unite, guida la strategia e la missione aziendale.