BOLOGNA – Walter Siti è tornato. A Repubblica delle Idee, in dialogo con il caporedattore de Il Venerdì Marco Romani, racconta in anteprima la sua raccolta di saggi in uscita per Rizzoli: Il romanzo sotto accusa. Il settimanale di Repubblica racconterà il libro sulle pagine del numero del 26 giugno.

Ma dal palco lo scrittore rivela anche di aver finito un nuovo romanzo, "una specie di giallo", che uscirà prossimamente per Feltrinelli con un "detective" molto particolare.

L’incontro si chiama “Maestri di scrittura”. Ma cosa è oggi la letteratura? “Da 60-70 anni sta perdendo pezzi. Prima dicevi letteratura e la gente sapeva di cosa stavi parlando. C’era la metrica, c’era la lingua che era una casa comune. Pian piano la lingua in Italia ha perso peso: si scrive come si mangia, male. Il testo ha perso centralità rispetto all’autore e la letteratura ha finito per darsi degli scopi che non sono suoi: oggi si dice che debba fare del bene. Un po’ come X Factor: il romanzo mi è arrivato o non mi è arrivato?”. Invece per Siti dovrebbe essere "disturbante": "Rabelais paragonava i monaci, i letterati del tempo, a dei 'mangiamerda' perché, attraverso il loro ruolo di confessori, inghiottivano i peccati del mondo. Credo che sia questo il compito della letteratura: masticare i mali del mondo e rendere attraente quello che moralmente è da respingere. Pensiamo a Lolita".